Archivio per prevenzione filariosi

Tornano le zanzare, attenzione alla filariosi.

Posted in Animali d'affezione, Animalisti, Benessere Animale, Campagna di informazione, Cani, Canile, Cuccioli, Gatti, Gattile, Malattie cani e gatti, Protezione animali, Vacanze, Veterinari with tags , , , , , on 14 aprile 2011 by miacis

Con l’arrivo della bella stagione tornano le famigerate zanzare, nemiche sia dell’uomo che dei suoi amici a quattro zampe. E così tra i proprietari di cani e gatti inizia a serpeggiare la paura della filariosi, malattia letale che può essere prevenuta con la profilassi mensile: un’ottima tavoletta masticabile a base di carne da somministrare, su indicazione del Veterinario, come gesto ‘premiante’, un gesto semplice che può salvare la vita!
Filariosi nel cane: cosa è cambiato?
Sono due le filariosi pericolose per il cane, trasmesse dalle zanzare con il pasto di sangue: la Filariosi Cardiopolmonare e la Filariosi Sottocutanea.
Aumentano i vettori con l’arrivo della zanzara tigre (Aedes alpopictus) che aggiunge la sua attività a quella della zanzara autoctona (Culex pipiens) con un rischio di trasmissione delle Filariosi ormai presente 24 ore su 24.
In seguito all’innalzamento delle temperature, si accorciano i tempi di trasmissione della malattia, con conseguente aumento del numero dei cicli di trasmissione.
Si espande l’area della malattia: dalla tradizionale localizzazione in Pianura padana, comprese le fasce collinari e pedemontane ed in Toscana – la Filariosi cardiopolmonare si è estesa a Nord al Canton Ticino, ed a Sud raggiungendo il Lazio, Abruzzo e Sardegna; la Filariosi sottocutanea è presente nelle stesse aree, al Centro Sud e nelle isole. (presente ormai da molti anni anche in Valle d’Aosta).
Filariosi felina: una malattia diversa da quella del cane
La Filariosi Cardiopolmonare, causata dallo stesso parassita del cane e trasmessa dai medesimi vettori della malattia (le zanzare) colpisce anche i gatti. In questi animali la malattia si manifesta con modalità differenti, e per molti aspetti anche più gravi, rispetto a quelle del cane. Per la peculiarità con cui si manifesta e per la difficoltà diagnostica, è sempre stato difficile tracciare un quadro preciso della patologia, facendone sottostimare la reale diffusione.
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