Convivenza solidale ed informata fra Gatti e Umani

Piano di intervento territoriale: Diritti e Doveri

Oggi nel nostro territorio vivono oltre 30.000 gatti di cui più della metà in colonie di strada. Una grande presenza radicata e tutelata da normative spesso non conosciute  o non applicate.

È importante sottolineare come oggi il gatto abbia conquistato l’affetto di milioni di italiani divenendo simbolo di libertà ed autonomia. Libero ma non randagio, il gatto nella nostra città, non vaga affatto solo, ma è un animale territoriale, cioè legato a un luogo al quale far sempre ritorno. Questo comportamento non è casuale: “il territorio” definito in termini tecnici “un’area protetta dall’intrusione di coospecifici”, contiene le risorse necessarie per sopravvivere e riprodursi. Anche lo spazio nell’ambiente urbano può essere considerato una risorsa da difendere, poiché la città non abbonda di luoghi adatti ad essere colonizzati da gatti. Di conseguenza, quando un gruppo di felini conquista i luoghi intorno o dentro delle rovine storiche, vicino ad un monumento, in un angolo di piazza, in un giardino pubblico o privato, “se lo tiene ben stretto” difendendolo aggressivamente dall’intrusione di gatti estranei. Per questo motivo la definizione di “randagio” non si addice al gatto che ha sempre un punto di riferimento preciso dove fare ritorno.

Va evidenziato come i gatti in città godono di alcuni privilegi: la legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo del 14/08/1991, n.281 stabilisce non solo che i gatti senza padrone possono occupare luoghi pubblici e privati, ma anche che non possono essere catturati, maltrattati e tantomeno uccisi. Ma non possono nemmeno essere spostati dalla loro colonia; ancora la legge (rafforzata dalla norma regionale art.24 comma 3 del 1994) decreta che i gatti che vivono liberi per le strade devono essere sterilizzati dal Servizio Veterinario Pubblico e reintrodotti nella loro colonia;

Negazione dei diritti naturali?

 

Circa venti anni fa parlare di sterilizzazione equivaleva a negare i diritti naturali degli animali, la sterilizzazione veniva percepita come qualcosa di minaccioso nei confronti del benessere animale. Veniva ritenuto più naturale tenere un gatto intero recluso impedendogli di accoppiarsi, piuttosto che sterilizzarlo.

Non si sa di preciso quando questa corrente di pensiero sia cambiata, fatto sta che, quasi di colpo, l’idea della sterilizzazione ha preso piede rinviando all’opinione comune la tendenza a percepire come “innaturale” e “crudele” il mantenere i gatti interi.

Questa tendenza a considerare la sterilizzazione come sinonimo di “malessere” prima e “benessere” poi non corrisponde esattamente a realtà; la sterilizzazione, assodato che sia, nello specifico, utile, va programmata nel tentativo di migliorare il livello di benessere dei gatti. Oggi le gattare o i gattari convengono che il modo più umanitario di rapportarsi ai gruppi di gatti di strada, senza padrone, sia controllarne il numero.

L’A.VA.P.A.

Ricerche, interventi e gestione del fenomeno felino

 

 

Nel 1995 l’Associazione di concerto con il Servizio Veterinario Pubblico ha iniziato ad osservare e studiare il fenomeno delle colonie feline presenti sul territorio regionale, con lo scopo di individuare la consistenza numerica, descrivere l’habitat, codificare il comportamento, verificare le condizioni di salute e di nutrizione, di pianificare gli interventi di controllo delle nascite, chiarire le problematiche inerenti l’impatto ambientale, definire il rapporto fra animali e cittadini ed infine osservare e delineare gli aspetti sociali e comportamentali delle persone che si occupano delle colonie. A questo proposito va detto che la figura della “gattara” è stata istituzionalizzata, e che l’accudimento della colonia felina è un diritto sancito dalla legge nazionale 281/91.

Negli anni questo lavoro ha preso forma, attraverso pubblicazioni, dando una risposta ai maggiori quesiti, e nel concreto rispondendo efficacemente alle richieste di aiuto di quelle persone, che hanno deciso di dedicare parte del loro tempo ai gatti del territorio.

Da questa ricerca ne è scaturito un dato fondamentale: supportare il lavoro dei volontari che si occupano delle colonie, per porre dei limiti ad ogni sorta di problema derivante da un insediamento felino.

L’assistenza fornita non si limita a curare l’aspetto alimentare e sanitario, non dimentichiamo che un fenomeno di questa portata riguarda ampiamente la dimensione sociale,  demografica e territoriale.

Oggi è utile domandarsi che conseguenze ha portato il grosso sforzo in termini di tempo, energie e denaro pubblico delle campagne di sterilizzazione. Da molti anni ormai si è iniziato a sterilizzare i gatti senza padrone, dopo questa lunga attività è possibile controllare gli effetti sull’andamento demografico della popolazione felina urbana.

Nonostante i numerosi interventi effettuati in tutte le colonie censite, le verifiche condotte ci dicono che i gatti, complessivamente, non sono diminuiti in maniera sostanziale. In realtà il vero nodo del problema è un altro, ovvero gli abbandoni e la semidomesticità di animali di privati. Ciò che è emerso è che le campagne di sterilizzazione vanno affiancate a delle campagne di informazione indirizzate soprattutto a quei cittadini che culturalmente non accettano la sterilizzazione, oppure che non vogliono affrontare i costi della stessa, che abbandonano i cuccioli nati in casa, oppure gli adulti dei quali si sono stufati.

Il numero dei gatti di strada non cambierà sostanzialmente perché i gatti di casa rappresentano un serbatoio infinito. Forse si spenderebbero meglio i soldi pubblici sovvenzionando in qualche modo la sterilizzazione dei gatti dei privati cittadini.

Detto questo, è doveroso riflettere in generale su quanto si sta facendo.

E’ importante sottolineare come oggi, grazie al lavoro svolto negli anni, la nostra Regione sia all’avanguardia per quanto riguarda la gestione dei gatti in città

La conoscenza e la gestione del fenomeno in Valle d’Aosta sono sicuramente ad alti livelli; è stata prodotta una notevole documentazione su osservazione ed interventi, è stato realizzato il gattile sanitario, sicuramente una struttura portante nel coordinamento del caso, dove vengono garantiti tutti i servizi previsti dalla convenzione

L’AVAPA ed il Servizio Veterinario continuano, non senza difficoltà, a portare avanti il  lavoro legato al controllo delle nascite, ma come già detto, i molteplici aspetti del fenomeno mettono in luce sempre nuove problematiche, le quali richiedono soluzioni.

Ma proprio per le dimensioni del fenomeno erano stati già individuati i vari organi competenti, che richiamati ai loro doveri non sempre hanno fornito risposte. Sicuramente una corretta collaborazione migliorerebbe la qualità del servizio pubblico. Sottolineiamo  come la nostra cultura tuteli i diritti degli animali, e ricordiamo che tutti siamo chiamati a rispettare e far rispettare tali diritti.

Un dato importante, che inizialmente non ha trovato risposta, è legato alla effettiva gestione del fenomeno;

i profili Istituzionali di competenza chiamati a far rispettare i valori etici e culturali vengono individuati nei Comuni e nelle Comunità Montane.

Questi hanno il compito di proteggere gli animali presenti allo stato libero (mammiferi ed uccelli) nel loro territorio esercitando la loro cura e la tutela.

Inoltre sono chiamati, in base all’articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, a garantire la libertà di ogni cittadino ad esercitare, in modo singolo o associato, le attività connesse con l’accudimento e la cura degli animali.

È altresì importante che i comuni operino affinché sia promosso nel sistema educativo ed informativo dell’intera popolazione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia, il rispetto degli animali, la conoscenza delle loro caratteristiche biologiche e il principio della corretta convivenza con essi.

Al fine di favorire la corretta convivenza fra umani ed animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, i Comuni dovrebbero promuovere e sostenere iniziative ed interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi, degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni feline.

 la rete capillare proposta va a garantire un servizio più rapido ed efficiente. L’A.VA.P.A. onlus si è sempre, doverosamente fatta carico delle problematiche legate alle patologie riscontrabili sul territorio

 

 

Migliorare la condizione attuale

 

 

Si è detto che la colonia felina è stata riconosciuta e ufficializzata dalla legge naz.le 281/91 e dalla legge regionale all’art.24 c.3 del 1994.

In base a questa normativa, “le associazioni di volontariato animaliste e per la protezione degli animali possono, in accordo con l’azienda USL competente, avere in gestione le colonie dei felini che vivono in stato di libertà, curandone la salute e le condizioni di sopravvivenza”.

Colonie condominiali

La legge regionale riconosce al gatto il diritto al territorio formulando un espresso divieto di spostamento dei soggetti dal loro habitat (art.), intendendo per habitat il luogo dove i gatti trovano abitualmente rifugio, cibo e protezione, identificando con questo termine sia aree pubbliche che private. Pertanto la permanenza dei gatti nelle aree condominiali, è da considerare assolutamente legittima, alla stregua della presenza degli uccelli sugli alberi; d’altro canto, al fine di escludere ogni sorta di disturbo per i condomini, la legge prevede che il loro numero sia tenuto sotto controllo attraverso la sterilizzazione, e che gli animali siano nutriti nel rispetto dell’igiene dei luoghi.

Ad oggi è stato realizzato molto, si è creato un archivio (Database) dove vengono registrati i dati di ogni colonia denunciata, al fine di garantire un controllo dal punto di vista igienico-sanitario e demografico.

Il servizio veterinario, con l’ausilio dell’associazione e dei volontari impegnati nella gestione delle colonie, provvede a tenere sotto controllo le condizioni dei gatti e procede alla loro sterilizzazione gratuita.

Tuttavia, non tutte le colonie esistenti vengono registrate e per quanto concerne quelle già censite i relativi dati non sempre vengono aggiornati, di conseguenza la consistenza numerica parziale e totale di tali colonie non è ancora ben conosciuta.

Questa mancanza di informazioni produce una serie di problematiche per quanto riguarda la gestione e la tutela degli animali non di proprietà sul territorio regionale.

Tali problematiche diventano più pressanti per l’AVAPA quando le colonie feline sono stanziate in siti particolarmente sensibili, quali: ospedali, siti archeologici, scuole, condomini, caserme, carceri.

Progetto e sue finalità

 

Il progetto per il censimento, l’assistenza e la tutela dei gatti non di proprietà si prefigge i seguenti obbiettivi:

Attraverso la  Realizzazione di una scheda per la raccolta di informazioni relative ad ogni singola colonia ?

  • Definire, attraverso il censimento, le dimensioni delle colonie feline presenti sul territorio regionale. Tale informativa permetterà di analizzare le problematiche esistenti e individuare le strategie più opportune, atte a garantire la tutela e il benessere degli animali.
  • Creare un archivio informatizzato contenente i seguenti dati:

*      localizzazione della colonia;

*      numero dei gatti appartenenti ad ogni colonia, con specifiche riguardanti sesso, età, colore del manto;

*      numero degli esemplari trattati e da trattare;

*      dati anagrafici e numero telefonico del/della responsabile della colonia;

*      eventuali criticità individuate (scarsa igiene, malattie, maltrattamenti da parte di residenti, ecc…)

  • Garantire, sulla base delle informazioni raccolte, le condizioni necessarie per il conseguimento ed il mantenimento del benessere delle colonie censite. Il controllo demografico verrà effettuato grazie ad un attento monitoraggio, attraverso il quale sarà possibile individuare i nuovi soggetti aggiuntisi ad una colonia che dovranno essere sottoposti ad intervento di sterilizzazione.

 

 

  • Garantire uno stato di vigilanza sulle condizioni sanitarie della popolazione felina, con particolare attenzione alla presenza e/o diffusione delle malattie trasmissibili all’uomo (zoonosi).

 

 

 

 

Attività programmate

 

 

*  supporto alimentare (fornitura di cibo da parte dell’A.VA.P.A.; raccolta ed utilizzazione delle eccedenze dei supermercati);

 

*  Fornitura attrezzi per le catture;

 

*  Assistenza sanitaria (sterilizzazione e cura);

 

*  Realizzazione di “oasi feline” nei parchi o nelle aree verdi e  bonifica delle situazioni esistenti;

 

*    Tutela contro i maltrattamenti ed i rischi di allontanamento.

*   Realizzazione del “Decalogo della Gattara”

Dettaglio del progetto

Il censimento viene effettuato attraverso una scheda appositamente strutturata per la                                                          raccolta dati:

la compilazione di questa, verrà effettuata dal responsabile di colonia, il/la quale dovrà garantire il monitoraggio richiesto al fine di assicurare il controllo demografico.

Il modulo per il censimento raccoglie tutte le informazioni utili a definire in dettaglio le peculiarità di ogni singola colonia:

1.      il luogo di ubicazione, con specifiche riguardanti il territorio, se pubblico o privato, urbano o rurale, in prossimità di siti sensibili ecc. (il tutto per assicurare interventi atti ad evitare e/o risolvere problematiche connesse ai vari contesti quali aree private: aree condominiali, strutture alberghiere, stalle, ecc.. Aree pubbliche: arre verdi, parchi, siti archeologici, ospedali, ecc..);

2.      il numero degli esemplari appartenenti ad ogni colonia, al fine di pianificare il programma per il controllo delle nascite,  specificando razza, sesso, le caratteristiche del manto e l’età;

3.   Il database creato per la gestione delle colonie, consente di conoscere esattamente il numero di gatti trattati e da trattare. Quando le femmine, censite all’interno di una colonia, vengono tutte sterilizzate il programma riconosce la colonia come chiusa, dato fondamentale per l’attuazione del programma di supporto alimentare;

4.   Generalità del referente di colonia;

Tutti i dati raccolti verranno di seguito inseriti all’interno del Database appositamente creato.

 

 

Cattura-Sterilizzazione-Reimmissione

Al momento della cattura i gatti vengono consegnati alla struttura che assegna loro una matricola di riconoscimento; il gatto, una volta registrato, viene trasferito presso l’ambulatorio convenzionato e sottoposto all’intervento di sterilizzazione ed identificazione, quest’ultimo attuato attraverso il taglio della punta dell’orecchio sinistro.

Ad intervento ultimato il gatto verrà riconsegnato alla struttura dove rimarrà per un tempo non inferiore alle 24 ore, questo per garantire un monitoraggio post-operatorio.

Sulla base dell’esperienza acquisita si ritiene necessario liberare i gatti operati allo scadere del termine minimo previsto, al fine di evitare complicazioni che potrebbero scaturire dalla lunga permanenza in locali ad alta concentrazione batterica.

Chi si occupa delle colonie ricopre un ruolo importate per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione del fenomeno;

la tradizione vuole che siano principalmente le donne a prendersi cura di questi animali, ma sono sempre più gli uomini e i giovani che si dedicano ad attività di cura e tutela di questi amici a quattro zampe.

I responsabili, coscienti del fatto che la loro dedizione è assolutamente volontaria, difficilmente chiederanno aiuto alla cittadinanza.

Ciò non toglie che ci si aspetti solidarietà, comprensione o quantomeno tolleranza da parte di coloro che non si occupano dei gatti ma risiedono nella zona limitrofa alla colonia felina.

L’attività di gestione della colonia, però, deve essere condotta dal responsabile nell’assoluto rispetto dei luoghi e delle persone, cercando di recare il minor disturbo possibile e contenendo il numero degli animali.

Al fine di garantire tutto ciò verranno inseriti in prossimità di ogni colonia due cartelli di segnalazione; uno atto a far rispettare la colonia, ed uno che ricordi a chiunque si occupi di un insediamento felino, le condizioni necessarie a garantire il controllo igienico sanitario.

QUI VIVE UNA COLONIA FELINA PROTETTA

Si fa presente a tutti i cittadini che ai sensi dell’articolo 24 della legge regionale n.14/94, dell’articolo 2 della legge nazionale n.281/91 dei nuovi articoli 544-bis e 544-ter del codice penale, i gatti sono protetti.

Il loro maltrattamento è perseguito penalmente anche con la reclusione da tre mesi ad un anno o la multa da 3.000 euro a 15.000 euro mentre l’uccisione è punita con la reclusione da tre a diciotto mesi.

È vietato allontanarli dai luoghi nei quali trovano abitualmente rifugio, cibo e protezione. Ai cittadini è consentito nutrire e curare i gatti nel rispetto delle regole igieniche. È consentito lasciare stabilmente un piccolo contenitore dell’acqua mentre dopo i pasti dovranno essere rimossi i contenitori del cibo.

IL DECALOGO DELLA PERFETTA GATTARA

(E DEL PERFETTO GATTARO)

1.      Distribuire il cibo ad ore     fisse in modo che i gatti consumino subito la loro razione.

 

2.      Creare delle “stazioni di rifornimento” al riparo dal sole per evitare decomposizioni e cattivi odori.

 

 

3.      Versare il cibo in contenitori usa e getta e rimuoverli quanto prima.

 

4.      Scegliere il cibo in modo razionale e non quel che capita. Tramite il cibo i gatti posso essere difesi dalla fame e dalle malattie. Usare cibi secchi per eliminare cattivi odori.

 

5.      Provvedere che vi sia sempre dell’acqua a disposizione dei felini.

 

6.   Scegliere un luogo sicuro e riparato per i ricoveri. Rinnovare spesso  eventuali cassette e tenere il più possibile le eventuali coperture in lana per l’inverno.

7.   Evitare di lasciare il cibo sotto le  automobili parcheggiate.

8.   Concordare con gli inquilini uno spazio apposito dove lasciare il cibo per i gatti.

9.   Ricordarsi che queste regole non bastano se non si è provveduto alla sterilizzazione dei gatti, a cura del Servizio Veterinario, necessaria alla salvaguardia della salute e ad evitare la crescita incontrollata della colonia.

10.    L’accudimento della colonia felina è un diritto sancito dalla legge  nazionale 281/91 e dalla legge regionale 14/94. l’impossibilità di tutelare i gatti configura il reato di maltrattamento di animali sanzionato dall’articolo 544-ter del codice penale.

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7 Risposte to “Convivenza solidale ed informata fra Gatti e Umani”

  1. Ester Tutini Says:

    Vorrei capire chi nella gestione della colonia felina è tenuto alla pulizia degli escrementi, visto che di questi non se ne parla da nessuna parte.

  2. Il problema non esiste… tutti i gatti fanno le proprie deiezioni ben lontano dal luogo dove si cibano, è risaputo, e le coprono accuratamente, per questo “non se ne parla da nessuna parte…” forse ti confondi con gli escrementi dei cani…

  3. Susan Kalvin Says:

    Devo dire a miacis che non è purtroppo come dice lui/lei…ci sono escrementi di gatti e come. Problema piutosto è che nessuno da mai il permesso alle “gattare” ( termine un pò dispregiativo) di entrare nelle proprietà private…e poi un’altra cosa: le persone che si occupano dei gatti randaggi lo fanno nel tempo libero, tante volte la sera dopo il lavoro (noi compresi). di solito si dà da mangiare ai gatti di sera, quando fa fresco, perchè altrimenti non mangiano. poi bisogna stare lì un pò, perchè ci sono persone che lasciano i cani liberi; questi naturalnente non distinguono il mangiare dei gatti dal proprio e mangiano..:-) Le gattare hanno anche la famiglia. Perchè quelli che critticano le gattare non danno una mano? Ester, quando vedi gli escrementi, pechè non aiuti anche tu?

    • Ciao Susan, ancora c’è gente che considera dispregiativo il termine “gattare”??? vi prego basta… ormai è riconosciuto e accettato da tutti, gattari e non… esistono associazioni di “gattare” e persone come Giorgio Celli e Desmond Morris che si autodefiniscono “gattari”…
      Tutte le gattare che conosco (una quarantina in bassa valle) lavorano e hanno famiglia, ma se tieni davvero ai gatti, il tempo lo trovi sempre così come lo trovo io tutte le volte che esco dall’ufficio e impegnando tutti i week-end. Comunque ognuno fa quello che può ma ricordatevi che oltre alla qualità del cibo, la sterilizzazione delle femmine è l’altra cosa primaria in una colonia, anche se posso capire le gattare che tutti gli anni amano vedere crescere i cuccioli, ricordo loro che è un puro atto di egoismo… ne sono stato colpevole anch’io nei primi anni.
      Se deciderete di organizzare la sterilizzazione delle femmine noi vi forniremo assistenza e i mezzi necessari: gabbie e trasportini, cosi come per eventuali ricoveri, spero a presto, miacis.

  4. Abito in un condominio e fino a qualche settimana fa la colonia felina presente nel cortile comune era stata lasciata stare in virtù, suppongo, delle leggi da voi citate. A nutrirli (anche a sterilizzarli, mi risulta, ma non ne sono certissima) e ad occuparsi di loro è stata una condòmina di cui non conosco le generalità.
    La scorsa settimana, a seguito di numerose lamentele, è stato affisso un avviso in cui si citava una certa sentenza per la quale la cattura e la rimozione dei felini era consentita e che quindi si avvisavano i condòmini che alcuni incaricati dell’ASL sarebbero intervenuti nella tal mattinata della scorsa settimana.
    I gatti sono spariti e al loro posto sono state piazzate delle gabbie che presumo costituiscano delle trappole per quelli ancora non catturati.

    Non conosco di che udienza si tratti ma vorrei fare qualcosa.

    Mi preoccupa però molto la possibilità che, nel caso in cui i gatti tornassero, qualcuno potrebbe far loro del male o ucciderli pur di eliminarli.

    Cosa devo fare?

    • Ciao Katia, i gatti liberi possono essere catturati dai veterinari dell’Asl ma in seguito vanno liberati nel loro territorio di appartenenza, nella loro colonia. Queste situazioni normalmente vengono comunque seguite dalle associazioni o dagli enti che si occupano della gestione delle colonie di gatti o comunque dalle gattare che se ne prendono cura… come cita la legge n°281/91. La cattura e la “rimozione” dei felini non è consentita da nessuna sentenza. Denuncia il fatto dai Carabinieri o direttamente in Procura, potrebbe essere tutta una montatura, con falsi addetti, al solo scopo di “far sparire” i gatti, è già successo… cerca di vederci chiaro, e scrivimi ancora se hai dei dubbi… auguri et saluti, miacis

  5. ornella Says:

    la mia vicina di casa non sopporta i gatti (dice in giro che e’ una che protegge gli animali) il gatto e’ entrato in casa sua ed e’ salito sul suo letto mi ha detto che prima o poi lo porta via vorrei tutelare il mio gatto come posso fare…….. c’e’ qualche legge . ciao ornella

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