COLONIE FELINE E CONDOMINIO

 La  Storia

 Il primo round davanti al tribunale civile di Milano lo hanno vinto i gatti per k.o. tecnico.

Il processo davanti alla XIII Sezione civile del tribunale di  Milano vedeva, loro malgrado, i gatti della colonia felina del supercondominio di via Mar Nero imputati, poiché accusati da una coppia di condomini di cacciare abusivamente i topi nelle cantine del palazzo. Ma, cosa ancor più grave, i gatti erano accusati di aver sistemato le loro confortevoli cucce, nelle quali passare le stagioni fredde, nello spazio condominiale comune; questo proprio non è andato giù alla coppia di condomini che, non potendo portare direttamente i gatti in tribunale, ha visto bene di portarci i “gattari” che si occupano della piccola colonia. Chiedendo, oltre alla rimozione delle casette e  l’allontanamento dei mici, anche un risarcimento morale agli altri 500 condomini del supercondominio di via Mar Nero e via Nicolajewka.

Dopo 3 anni di discussione è arrivata la sentenza di primo grado emessa dalla dottoressa Sabina Bocconcello della XIII Sezione civile del tribunale di Milano, con la quale i gatti hanno vinto alla grande il primo round. Nelle undici pagine della sentenza (la numero 12370/09) si riconosce ai gatti il diritto di vivere nel palazzo (e quindi la caccia ai topi in cantina non è atto abusivo). Ma la sentenza, con un passaggio storico, riconosce anche il diritto della famiglia di gattari a lasciare le casette al loro posto, dove i micetti potranno continuare a vivere comodamente. La sentenza richiama la legge 281/91, riconoscendo che i gatti sono “animali sociali che si muovono liberamente su un determinato territorio radunandosi in gruppi denominati colonie feline, pur vivendo in libertà sono stanziali e frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato, creandosi così un loro habitat ovvero quel territorio, o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e no, edificato e non, nel quale vivono stabilmente. Nessuna norma di legge né nazionale, né regionale proibisce di alimentare i gatti randagi nel loro habitat. Secondo detta normativa, i gatti che stazionano e/o vengono alimentati nelle zone condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo”.

La sentenza ha riconosciuto anche il ruolo dell’associazione che si era subito schierata dalla parte dei gattari. In un passo della medesima sentenza si legge infatti che: “Orbene nel caso in esame, Aidaa ha dimostrato con il proprio intervento di aver aderito alle difese di parte manifestando l’interesse –insito nell’oggetto sociale dell’associazione stessa- a che non vengano rimossi i rifugi dei gatti. Ne consegue l’ammissibilità dell’intervento”.

Il presidente di Aidaa è rimasto ovviamente: “Una sentenza storica, una vittoria per il popolo delle gattare, ma soprattutto un riconoscimento del diritto dei gatti a vivere in colonie territoriali che non possono essere rimosse in nessun caso. Quindi, questa sentenza, al di là del caso singolo, diventa un precedente importante per fare passi avanti sulla linea dei diritti animali”.

Questa vicenda è già stata menzionata nel post:

 https://avapa.wordpress.com/2010/01/28/sentenza-a-favore-dei-gatti-in-un-condominio-milanese/

 

La normativa e la Legge

 La legge 281/91 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), approvata nell’agosto del 1991 e denominata “legge quattro zampe”, parla chiaro. Riportiamo qui parti dell’art. 2, che tratta (anche) di colonie feline.

Art. 2 comma 7:   è vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà

 

Art. 2 comma 8:   i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’autorità sanitaria competente per triitorio e riammessi nel loro gruppo                                            

                           

Art. 2 comma 9:    i gatti che vivono in libertà possono essere soppressi soltanto se gravemente malati o incurabili

                               

Art. 2 comma 10:  gli enti e le associazioni protezionistiche possono, d’intesa con le U.S.L., avere i gestione le colonie di gatti che vivono in libetà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza. 

                               

 Le leggi regionali prevedono spesso ulteriori norme per la tutela dei gatti liberi. Quella della Lombardia (L. R. n. 16/2006) ad esempio, all’art. 9 (Protezione dei gatti), (e anche quella della Valle d’Aosta (L.R. n. 14/1994 e successiva L.R. n. 37/2010) dice: “I gatti che vivono in stato di libertà sono protetti ed è fat­to divieto a chiunque di maltrattarli o di allontanarli dal lo­ro habitat, salvo interventi autorizzati da Comune o Asl nell’interesse della tutela degli animali stessi. Per habitat di colonia felina s’intende qualsiasi territorio o porzione di territorio, urbano e non, edificato e non, nel quale risulti vivere stabilmente una colonia felina, indipendentemente dal numero di soggetti che la compone o che sia o no accu­dita dai cittadini. L’Asl d’intesa con i Comuni e con la col­laborazione delle associazioni provvede a censire le zone in cui esistono colonie feline. La cattura dei gatti liberi è con­sentita solo per la sterilizzazione e per le cure sanitarie necessarie per il loro benessere. I gatti sterilizzati e identifi­cati con apposito contrassegno sono reimmessi nella colo­nia di provenienza e nel loro habitat”. Le sanzioni previste vanno da 50 a 300 euro.

I gatti che vivono liberi, in colonie, sono tutelati dalle leg­gi. Nonostante questo, non sono pochi gli amministratori di condominio o i condomini che non accettano i gatti liberi nei cortili e giardini e minacciano allontanamenti e avvele­namenti. In tal caso è bene far affiggere dagli amministra­tori di condominio, negli appositi spazi, sia il testo della legge n. 189/2004, sia l’art. 146 delle leggi sanitarie (So­stanze velenose). Contro le intolleranze, e per sensibilizza­re gli amministratori di condominio, l’associazione Gaia Animali & Ambiente ha predisposto un apposito cartello che riporta le norme di legge.

È possibile scaricarlo dal sito http://www.gaiaitalia.it, oppure ri­chiederlo all’associazione e poi scrivere una lettera all’am­ministratore di condominio chiedendo che venga apposto negli appositi spazi comuni. Di fronte alle intolleranze verso i gatti liberi in giardini, parchi, cortili pubblici o privati, la migliore soluzione è quella di fornire agli animali una tutela ufficiale da parte dell’Asl, richiedendone l’intervento per la sterilizzazione della comunità. Se interviene l’Asl, la comunità di gatti vie­ne in qualche modo “ufficializzata” e la proprietà, o la ge­stione dell’area, è costretta a prendere atto dell’impegno dell’autorità pubblica che ribadisce la validità delle leggi di tutela degli animali. Per ottenere la sterilizzazione gratuita dei gatti liberi occorre richiedere, con una segnalazione scritta, l’intervento del servizio veterinario dell’Asl compe­tente per territorio. Gli ufficiali veterinari sono preposti per legge a sterilizzare gratuitamente i gatti liberi, reim­mettendoli nel loro ambiente di origine, anche se non sono obbligati a provvedere alla cattura e alla degenza. Per que­ste operazioni è necessario chiedere la cortesia all’Asl di zona e/o la collaborazione (prevedendo un piccolo contri­buto) delle associazioni protezioniste. Si consiglia, inoltre, di segnalare la presenza di colonie fe­line all’Ufficio Diritti Animali del Comune, se presente sul territorio interessato. L’Uda, infatti, ha tra i compiti istitu­zionali quello di provvedere alla cura, protezione e steriliz­zazione delle colonie feline, nonché quello di segnalare al­la Asl e ad altri soggetti interessati i problemi relativi al col­locamento delle colonie stesse, al fine di tutelare i diritti degli animali in adempimento delle normative igienico-sanitarie.

tratto da: “QUATTRO ZAMPE IN TRIBUNALE”  di Claudia Taccani ed Edgar Meyer  Edizioni EcoAlfabeto         miacis

 

                   NORME A TUTELA DELLE COLONIE FELINE

Segnaliamo che esistono leggi e normative che tutelano le colonie feline, tra cui:

–   Legge 14agosto 1991 n. 281     

–   Legge 20 luglio 2004 n. 189

–   Codice penale – Titolo IX bis

–  Legge Regionale Valle d’Aosta 1994  n. 14

–  Legge Regionale Valle d’Aosta 2010  n. 37

   In particolare si ricorda che:

– I gatti liberi sono protetti dallo Stato, e dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta.

– È vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà.

– I gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’autorità sanitaria e riammessi nel loro gruppo (legge 281/91).

– Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi (art. 544/Codice penale).

– Il loro maltrattamento è perseguito penalmente anche con la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro mentre l’uccisione è punita con la reclusione da tre a diciotto mesi.

– È vietato allontanarli dalle colonie e dai luoghi nei quali trovano abitualmente rifugio, cibo e protezione, per nessun motivo.

– Ai cittadini è consentito nutrire e curare i gatti nel rispetto delle regole igieniche.

  

         A.VA.P.A. Onlus – Protezione Animali Valle d’Aosta                        Gaia Animali & Ambiente Onlus

 

 

                                                                                                                                     

 

                                                                                                                                     

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7 Risposte to “COLONIE FELINE E CONDOMINIO”

  1. spero che funzione anche a roma!!!!!!!!

  2. Ho letto con piacere la sentenza della controversia circa la colonia di gatti in quel condominio e vorrei tanto far capire alla mia vicina che odia tanto i gatti che prenderli a secchi d’acqua e a scopate é quasi un reato. Io vivo in una città in provincia di Salerno, ho la fortuna di avere un piccolo giardino dove per caso un giorno è passata una gatta e le ho dato del cibo, da quel giono non si è più allontanata. Col passar del tempo la famiglia si è allargata , la gatta è scomparsa ( senza spiegazione ) ma sono rimasti i gattini che devono combattere tra vicini cattivi e automobili .
    Vorrei tanto sapere se dar da mangiare e curare qualche gatto nel proprio giardino, anche se inevitabilmente possono andare nei giardini dei confinanti è un comportamento che può nuocere ad un condominio. Grazie

    • Ciao Lisa, scusa il ritardo, no, nessuno ti può vietare di nutrire i gatti nel tuo giardino e neanche eventualmente in una piccola area condominiale, i gatti nuocciono soltanto agli insensibili rompiscastole… quelle persone che hanno un unico scopo nella loro vita: infastidire i vicini… stai tranquilla e leggi la sentenza di Milano, una vittoria schiacciante… saluti, miacis

      • michela Says:

        Salve a tutte le “gattare disperate” come me….sono mesi che sopporto i dispetti e i commenti dei condòmini, io cerco di rimanere abbastanza tranquilla perchè temo ritorsioni sui mici. Mi occupo di una piccola colonia di 9-10 gatti che mi cercano se hanno fame o se hanno voglia di giocare o di coccole…Nel mio comune non esiste un piano per la tutela dei gatti randagi , forse esiste solo per i cani…Ci sono atre persone di altri condomini che mettono fuori cibo per i “miei” selvaggi e lì nessuno rompe. Purtroppo da me no. Su 7 appartamenti solo 3 proprietari si schierano contro i gatti. Dicono che danno fastidio…non è bello vedere i gatti che giocano in giardino o che dormono sdraiati tra le foglie secche al sole! Io avrei tanto da lamentare riguardo i loro comportamenti ma preferisco star calma. Tra l’altro ho provveduto a far sterilizzare le 3 femmine grazie all’interessamento di una gattara del centro città e ad una associazione per la difesa del cane….e alla veterinaria. Non oso neppure chiedere il permesso di collocare cucciette per la notte ! Avevo messo un trasportino sotto il portico dell’ingresso e l’ho trovato parecchie volte con l’ingresso girato verso il muro ! I micetti più piccoli non so dove vadano di notte. Sono 3 e sono nati a luglio,questo è il loro primo inverno. Quando alzo le tapparelle alle 7 di mattina sono già fuori che mi aspettano…io spero proprio che non trascorrano lì tutta la notte !!! Proverò a scaricarmi il cartello con le norme e a farlo affiggere. Magari anche con le firme dei condòmini che acettano i gatti. Haaa!!! Dimenticavo….io ne ho 3 in casa, 2 escono solo se gli accompagno e 1 è ancora troppo piccolo… Danno fastidio anche quelli !!! Ma il cane che abbaia anche alle farfalle….quello ce lo dobbiamo subire !

  3. Sono molto contenta di quello che ho letto perchè proprio questa sera ho avuto una discussione con una persona che definirò solo poco sensibile.Il fatto :una famigliola di gatti si è ,sistemata in un giardino PRIVATO che fa parte di un condominio.Con il permesso dei proprietari o affittuari della casa (non so bene) abbiamo collocato nel giardino una cuccia per cani dove le bestiole si rifugiano e regolarmente portiamo loro da mangiare.Uno dei condomini mi ha “sorpreso” nelle mie funzioni di gattara,mi HA FOTOGRAFATA SENZA IL MIO PERMESSO,e ha minacciato di denunciarmi.Abito nel Comune di Tivoli.Il “signore” in questione mi ha invitato a portare i gatti a casa mia, ma ahimè io ne ho già sedici!!!!
    che cosa mi devo aspettare? Come posso tutelarmi?

    • Ciao Grazia, la prima cosa che puoi fare è ridere in faccia a questo ignorante che vive in un mondo tutto suo, all’oscuro di leggi e regolamenti. Se persiste nei suoi atteggiamenti è lui l’unico che rischia una denuncia. Sei TU che devi minacciarlo di denuncia non viceversa.
      Colonie condominiali:
      La legge nazionale n° 281/91 e la legge regionale del Lazio n.34 del 1997 riconosce al gatto il diritto al territorio formulando un espresso divieto di spostamento dei soggetti dal loro habitat (articolo 11), intendendo per habitat il luogo dove i gatti trovano abitualmente rifugio, cibo e protezione, identificando con questo termine aree sia pubbliche che private. Pertanto la permanenza dei gatti nelle aree condominiali, siano esse cortili, garage o giardini, aree ospedaliere è lecita.
      Devi registrare la colonia in Comune o all’Asl di zona (per fare una colonia bastano due gatti) poi al limite rivolgiti all’Enpa che saprà tutelarti. Ricordati che sei in una botte di ferro… saluti, miacis

  4. ho comprato un appartamento in condominio…..e al momento dell’acquisto mi ero informata di tenere i miei animali……il condominio è posto in aperta campagna,dove circolano liberamente cani e gatti……..come al solito i vicini rompiscatole hanno preso di punta le mie bestiole…..e non so come gestire la cosa…..i gatti girano x i campi felici ,anke intorno al condominio…..ho paura che me li avvelenano

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