Tornano le zanzare, attenzione alla filariosi.

Con l’arrivo della bella stagione tornano le famigerate zanzare, nemiche sia dell’uomo che dei suoi amici a quattro zampe. E così tra i proprietari di cani e gatti inizia a serpeggiare la paura della filariosi, malattia letale che può essere prevenuta con la profilassi mensile: un’ottima tavoletta masticabile a base di carne da somministrare, su indicazione del Veterinario, come gesto ‘premiante’, un gesto semplice che può salvare la vita!
Filariosi nel cane: cosa è cambiato?
Sono due le filariosi pericolose per il cane, trasmesse dalle zanzare con il pasto di sangue: la Filariosi Cardiopolmonare e la Filariosi Sottocutanea.
Aumentano i vettori con l’arrivo della zanzara tigre (Aedes alpopictus) che aggiunge la sua attività a quella della zanzara autoctona (Culex pipiens) con un rischio di trasmissione delle Filariosi ormai presente 24 ore su 24.
In seguito all’innalzamento delle temperature, si accorciano i tempi di trasmissione della malattia, con conseguente aumento del numero dei cicli di trasmissione.
Si espande l’area della malattia: dalla tradizionale localizzazione in Pianura padana, comprese le fasce collinari e pedemontane ed in Toscana – la Filariosi cardiopolmonare si è estesa a Nord al Canton Ticino, ed a Sud raggiungendo il Lazio, Abruzzo e Sardegna; la Filariosi sottocutanea è presente nelle stesse aree, al Centro Sud e nelle isole. (presente ormai da molti anni anche in Valle d’Aosta).
Filariosi felina: una malattia diversa da quella del cane
La Filariosi Cardiopolmonare, causata dallo stesso parassita del cane e trasmessa dai medesimi vettori della malattia (le zanzare) colpisce anche i gatti. In questi animali la malattia si manifesta con modalità differenti, e per molti aspetti anche più gravi, rispetto a quelle del cane. Per la peculiarità con cui si manifesta e per la difficoltà diagnostica, è sempre stato difficile tracciare un quadro preciso della patologia, facendone sottostimare la reale diffusione.

Rischi e casistica maggiore di quanto comunemente considerato
Un’ importante recente acquisizione è quella che nei gatti molte infestazioni si arrestano con la morte della larve preadulte nelle arterie polmonari, senza evoluzione del parassita allo stadio adulto. La morte dei preadulti è causa della sindrome denominata H.A.R.D. (Heartworm Associated Respiratory Disease), che ha una gravità paragonabile alla forma causata dai parassiti adulti, con estesa infiammazione vascolare e polmonare, tendente alla cronicizzazione.
Ecco allora che i casi clinici riconosciuti in passato, basati solo sul riscontro di parassiti adulti, costituiscono in realtà solo la punta dell’iceberg dei casi di Filariosi Felina, che risulta molto più diffusa e complessa di quanto finora documentato.
Molti casi clinici da preadulti (sindrome HARD) sono stati erroneamente interpretati come asma o bronchite felina, determinando una sottovalutazione dei casi clinici di Filariosi Felina con conseguente sottostima del pericolo per la salute dei gatti.
Nel gatto, infine, la situazione è aggravata dall’assenza di una terapia adulticida specifica, come invece avviene nel cane. Ecco allora che nel gatto la prevenzione è l’arma fondamentale contro questa pericolosa patologia.
Il rischio di infestazione è elevato anche per i gatti che vivono in appartamento: una sola puntura di una zanzara infetta è sufficiente a causare la malattia!
“La prevenzione della filariosi non si basa sull’impiego di vaccini, come di norma avviene nel caso di malattie infettive, ma sull’utilizzo di farmaci efficaci contro le forme giovanili del parassita trasmesse dalle zanzare” – spiega il Prof. Claudio Genchi, professore ordinario di Malattie parassitarie, Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Milano. “La somministrazione del farmaco è diretta a uccidere le larve trasmesse nei 30-40 giorni antecedenti il trattamento e che non hanno ancora iniziato la migrazione dal punto dove sono state depositate dal vettore infetto verso il polmone e il cuore. Si tratta quindi di un trattamento “retroattivo”, da ripetere ogni 30 giorni per tutta la durata del periodo a rischio di trasmissione, in modo da inibire lo sviluppo ad adulto delle larve”.
Basta la semplice e pratica somministrazione mensile, su indicazione del Veterinario, per il periodo in cui sono presenti le zanzare – indicativamente da aprile a ottobre – di un farmaco presente sul mercato sotto forma di tavolette masticabili a base di carne, per impedire lo sviluppo della malattia sia nel cane che nel gatto. In tal modo si eliminano anche i problemi legati all’utilizzo di compresse o di iniezioni, che gli animali non sempre gradiscono, e la prevenzione mensile diventa un appuntamento piacevole per la salute dell’animale, una sorta di “premio” dato dal proprietario.
Questo farmaco ha inoltre una rapida eliminazione dall’organismo dell’animale (entro 72 ore dalla somministrazione) che ne accresce il profilo di sicurezza.
Fondamentale il ruolo del Veterinario
La prevenzione delle Filariosi, sia nel cane sia nel gatto, non deve essere svolta come un fai-da-te ma va attuata sempre sotto indicazione e controllo da parte del Medico Veterinario, che deve effettuare preventivamente i controlli necessari ad accertare l’assenza della malattia. Rivolgetevi al vostro Veterinario di fiducia per ogni approfondimento e per la prevenzione.

fonte : clicmedicina               miacis

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