Convivenza tra gatti e bambini

Ai giorni nostri si sentono spesso ancora delle chiacchiere legate ai gatti ed i neonati. Mentre ero in attesa di mio figlio diverse persone mi consigliarono di sbarazzarmi dei miei gatti dicendomi che portano malattie e che avrebbero persino potuto ferire o uccidere il bambino.

Ho sempre amato gli animali in modo smisurato e mai nella vita mi sarei sognata di dare via i miei gatti, da anni parte integrante della mia famiglia, solo per delle sciocche credenze popolari.

E’ incredibile quanta disinformazione vi sia nei confronti dei gatti ed in modo particolare sul loro comportamento con i bambini, le donne incinte e la loro interazione con i neonati.

Ho naturalmente osservato delle piccole precauzioni durante la gravidanza. Per esempio ho affidato la cura e la pulizia delle lettiere a mio marito visto che non avevo mai sviluppato anticorpi contro la toxoplasmosi. Ho anche abituato i miei gatti ad una maggiore e più regolare spuntata delle unghie per evitare al minimo il pericolo di graffi accidentali.

Alcuni amici, che prima di me avevano affrontato questa meravigliosa esperienza con dei gatti come membri effettivi della famiglia, mi consigliarono di abituare fin dall’inizio i miei gatti al suono del pianto di un bambino. Come? E’ stato in realtà molto semplice, mi sono fatta registrare un nastro da amici con il pianto dei loro neonati. Durante il corso della giornata ascoltavo il nastro e, con me, lo sentivano anche i miei gatti.

I miei mici sono tutti vaccinati e vengono tutti portati regolarmente dal veterinario per dei controlli periodici sul loro stato di salute, vivono in casa a stretto contatto con noi tutti i giorni e sono tenuti sempre ben puliti ed in salute, sereni e con il minimo stress possibile.

Fin da subito abbiamo dato ai gatti libero accesso alla cameretta del bimbo, evitando unicamente la culla su cui tenevamo una zanzariera. I mici sono sempre stati liberi di esplorare la stanza e la sua nuova sistemazione, abituandosi gradatamente ai cambiamenti che via via vi apportavamo.

Non ho mai allontanato i gatti dal pancione ed anzi, erano loro a cercare maggiormente la mia compagnia, adesso. Con una dolcezza infinita hanno passato moltissime ore accanto a me quando sono stata costretta per un periodo a letto. Partecipavano alla mia gioia dormendo spesso con il musino appoggiato alla pancia per poi protendersi per ricevere le mie carezze facendo le fusa come dei piccoli trattori. Non posso dire con sicurezza che capissero, ma credo ugualmente che fosse così.

Erano diventati la mia ombra quando andavo in bagno o in cucina, mi seguivano ad ogni passo e non mi perdevano mai d’occhio. Sono stati una grande consolazione nelle mie ore confinata a letto ed hanno portato gioia e sollievo distraendomi dalle mille ansie e preoccupazioni.

Quando finalmente Matteo ha deciso che era giunta l’ora di farsi conoscere da mamma e papà, siamo volati in ospedale. Appena m’è stato possibile ho consegnato a mio marito una copertina in cui era stato avvolto Matteo e lui l’ha portata a casa per abituare i gatti al nuovo odore del nostro piccolo arrivato.

La curiosità è stata molta da parte dei micioni, mio marito m’ha raccontato che per ore hanno annusato le copertine che gli davo da portare a casa e che, ad un certo punto, dovevano aver deciso che quel nuovo odore non doveva essere poi così male perché hanno preso a dormire vicino alla coperta.

Abbiamo inoltre deciso di utilizzare un diffusore di feromoni facciali felini, strategicamente sistemato in salotto, ovvero la stanza in cui i nostri gatti trascorrono la maggior parte del loro tempo.

Qualche giorno prima dell’arrivo a casa di Matteo e mio, abbiamo pensato che i feromoni potessero essere utili e così, anche dietro il consiglio del nostro veterinario, abbiamo usato questa ulteriore precauzione.

Abbiamo cercato di non escludere dalla nostra nuova vita gli adorati gattoni cercando di rispettare il più possibile gli orari che avevano prima della nascita di Matteo e di ritagliare un po’ di tempo per farli giocare e per coccolarli, esattamente come facevamo prima.

Ovviamente con un bebè è tutto un pochino più complicato. Capita di essere più stanchi o irritabili di prima, si dorme poco, si ha poco tempo per se stessi, per le amicizie, per prendersi un po’ cura della casa e le occasioni per distrarsi sono ridotte al minimo. Non per questo abbiamo mai trascurato i nostri gatti e questo c’ha immensamente ripagati! Abbiamo permesso da subito ai mici di partecipare alla vita di Matteo, con l’accortezza di non lasciarlo mai solo in una stanza senza la nostra presenza, ma dando loro la possibilità di avvicinarsi a lui e di annusarlo senza problemi.

Anche durante la pappa Matteo è sempre stato in compagnia dei gatti che hanno sempre rispettato i suoi spazi osservandoci con interesse, ma con l’eleganza che li contraddistingue.

Abbiamo permesso ai mici di avvicinarsi a Matteo parlando loro dolcemente ed accarezzandoli, magari seduti sul divano, e loro hanno sempre dimostrato di apprezzare moltissimo questi momenti d’intimità e di serenità.

L’unica restrizione che abbiamo imposto fin da subito è stata l’ora della nanna di Matteo non permettendo ai gatti di entrare nella camera del bambino. Non abbiamo avuto difficoltà a far accettare loro questa cosa e, al momento di mettere a nanna Matteo, abbiamo preso l’abitudine di distrarre i mici con dei giochi come i topolini o le loro amate palline.

Via via che Matteo cresceva ed iniziava a camminare a gattoni, abbiamo lentamente spostato le ciotole di pappa e acqua dei mici in punti inaccessibili a Matteo. Noi abbiamo optato per un mobile abbastanza alto da non essere raggiunto dal bambino ed abbastanza basso per non rappresentare un problema per i gatti.

Abbiamo preso delle piccole precauzioni anche per la lettiera decidendo si spostarla all’interno d’ un vecchio mobiletto vuoto ed inutilizzato dalle ante senza maniglie, ma aperto sul retro quel tanto da permette a Matteo di non passarci, ma ai mici si. All’inizio pensavamo che sarebbe stato molto più complicato di come è stato invece. Molto lentamente abbiamo iniziato a spostare la lettiera di una cinquantina di centimetri al giorno dando modo ai gatti di abituarsi alla nuova sistemazione. Dopo circa due settimane i gatti avevano tranquillamente imparato ad andare a fare i bisogni nella cassetta all’interno del mobile.

Siamo stati molto fortunati, oltre che attenti, e non siamo mai dovuti ricorrere ad un comportamentista. Il mio consiglio è di contattarne uno, magari attraverso il vostro veterinario di fiducia, nel caso doveste avere problemi. E’ sempre meglio non trascurare queste cose e non far covare risentimenti che sono poi molto difficili da far dimenticare. Una serena convivenza è importantissima sia per il piccolo che per voi ed i vostri amici gatti!

Matteo ora ha sei anni, adora i suoi amici pelosi e noi gli stiamo insegnando che gli animali non sono dei giocattoli. Sono creature con dei loro sentimenti, con delle necessità e con il loro carattere. Giorno dopo giorno cerchiamo di insegnargli cosa voglia dire rispettarli ed amarli, giocando con loro, ma accettando il fatto che non sempre sono disposti a dedicarci attenzioni.

Gli ricordiamo che non devono essere disturbati mentre mangiano, mentre fanno i loro bisogni e mentre dormono. Riteniamo che Matteo debba fare le sue esperienze. Conosciamo i nostri gatti e conosciamo Matteo, ma vigiliamo sempre mentre trascorrono il loro tempo insieme.

Non ci disperiamo se ogni tanto ci scappa un graffietto, sappiamo che non è aggressività quella dei nostri gatti e capiamo che è anche attraverso un graffio che Matteo crescerà attento ai bisogni dei mici e consapevole del fatto che tirare loro la coda non è il modo migliore per consolidare un’amicizia.

Lo riprendiamo quando sbaglia e gli mostriamo come avrebbe dovuto invece interagire con il micio, spiegandogli il perché con parole semplici e con esempi che lo riguardano per fargli comprendere meglio il significato di quello che intendiamo spiegargli.

Fin da piccolo abbiamo mostrato a Matteo come accarezzarli, come trattarli e come loro ricambino il nostro amore. Siamo consapevoli che è ancora troppo presto per pensare di poter lasciare Matteo incustodito a giocare con loro, ma non per questo rinunciamo alla loro compagnia.

Bambini ed animali possono convivere tranquillamente, basta avere delle piccole accortezze ed un po’ di buonsenso.

Perché privare ad un bambino la gioia e l’opportunità di crescere sereno e rispettoso nei confronti degli animali quando basta così poco per farli convivere tranquillamente?

Noi ne siamo sempre stati convinti e siamo stati premiati.

Alessandra e Guido con Matteo ed i mici Pepe e Cocco

fonte: Gatti&Co

Perfetta, commovente, una lezione per tutti quegli irresponsabili paranoici che appena arriva un bimbo in casa si liberano di tutti gli animali… compreso il canarino…. non si sa mai… può portare malattie! Di quale incredibile dose di stupidità bisogna essere muniti per affermare che un gatto possa uccidere un neonato?!

Grazie per questa importante testimonianza che mi permetto di replicare sul nostro blog.

Da parte mia posso soltanto aggiungere che all’età di sei mesi dormivo nella culla con una coppia di Siamesi nonostante le rimostranze di mia nonna, senza sorveglianza alcuna e nemmeno più grandicello, quando ai gatti avrei potuto involontariamente far del male e subirne le conseguenze, ero controllato dai familiari. Ho sempre avuto graffi sulle mani e sulle braccia perché ho sempre adorato giocare con loro. I graffi li ho tuttora e più profondi perché sono costretto a bloccare gatti liberi per somministrargli antibiotici, antielmintici o altre terapie, e vi assicuro che infilare una piccola compressa nella bocca di un gatto incazzato con un paio di guanti è praticamente impossibile… da anni non mi disinfetto praticamente più,  se non in caso di morsi, i nostri Vets dicono che sono un caso da analizzare… tutto ciò per affermare che ci sono troppi falsi  allarmismi che a volte rasentano la paranoia…        miacis

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4 Risposte to “Convivenza tra gatti e bambini”

  1. isabella Says:

    grandi alessandra e guido, se tutti fossero come voi ci sarebbe speranza in una prossima generazione di umani. Purtroppo credo che come voi siano in pochi e temo ciò che verrà.

    • Grazie Isa, condivido ogni parola… persone “illuminate” come Alessandra e Guido sono rarissime… e le generazioni future… meglio evitare commenti… sigh! … miacis.

  2. rossella Says:

    che bello.. non sono l’unica allora!!
    ho 6 gatti in casa e sono al 9 mese.. i miei gati sono i miei primibambini.. l’unico problema è che ora , nonostante io cerchi di coccolarli sempre più…, stanno diventando aggressivi tra di loro.. non tutti solo 2 in particolare più uno che si toglie il pelo da solo..
    non so che fare.. soffro a vederli così ..
    la veterinaria per il gatto che si strappa il pelo a ciuffi mi ha dato il cortisonone ma non ha fatto nulla.. per me è stress.. ma cos adevo fare?avete un consiglio? grazie
    rossella

    • Ciao Rossella, che bello per noi vedere future mamme sensibili, informate, “illuminate”! Grazie! Proprio domenica mattina una donna in evidente stato di gravidanza, è stata vista scaricare dall’auto una bellissima gatta bianca a pelo lungo in una delle nostre oasi feline… si chiama paranoia. Per esperienza posso dirti che secondo me è senz’altro stress, inequivocabilmente nel caso del gatto che si strappa il pelo dal ventre. Il cortisone secondo me non serve, i miei veterinari non lo prescrivono in questi casi, normalmente si cerca la causa dello stress e si cerca di porvi rimedio, a volte si riesce a eliminarla del tutto, a volte è ovviamente impossibile. I tuoi gatti devono imparare sin d’ora a convivere con il “tuo” cucciolo, non c’è alternativa. Ti consiglio di provare con il feliway (ambientale nel tuo caso) ma, sempre per esperienza, ha effetto su 5 gatti su 10, ed è costoso… sarebbe comunque un miglioramento… segui i consigli di Alessandra e Guido, ti abbraccio, auguri, miacis

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