RABBIA: cosa si deve sapere

Da ottobre del 2008 la rabbia silvestre è ricomparsa nel nord-est del territorio nazionale a seguito dell’evolversi di un’epidemia che interessa la vicina Slovenia.
Inizialmente interessato il Friuli Venezia Giulia, province di Udine, Pordenone e Trieste, dall’ottobre del 2009 sono stati segnalati casi in Veneto, provincia di Belluno. Attualmente in Slovenia i casi sono localizzati lungo il confine sud-orientale con la Croazia. Tra gli animali selvatici interessati la volpe è l’animale più colpito. Ad oggi più di 100 casi diagnosticati in Italia. i Focolai risultano ancora attivi.
Nei territori interessati e in quelli confinanti la vaccinazione degli animali domestici (cani, gatti, furetti) è obbligatoria. Si consiglia di vaccinare i vostri animali. Prima di portare un animale in vacanza o presso i territori interessati, gli animali devono essere vaccinati da almeno 21 giorni e da non oltre gli 11 mesi per vaccini con validità un anno. Per quelli con validità 24 o 36 mesi si considerano rispettivamente 23 e 35 mesi. Importante rispettere i periodi del richiamo poichè l’animale potrebbe non essere sufficientemente protetto dall’infezione (perdita della risposta immunitaria).
In Valle d’Aosta la Rabbia non è attualmente presente!

Da cosa è causata la rabbia?
Malattia infettiva acuta che colpisce i mammiferi, causata da un virus neurotropo appartenente alla famiglia Rhabdoviridae, genere Lyssavirus. Il virus causa un’encefalo mielite ad esito mortale.Il contaggio avviene tramite morsicatura, leccatura della pelle non integra o il contatto della saliva dell’animale infetto con le mucose. Il virus si replica, si diffonde attraverso le fibre nervose e motorie fino a raggiungere il SNC (sistema nervoso centrale). Una volta infettato il SNC, il virus è già presente nella saliva dell’animale ancor prima della comparsa dei sintomi. L’incubazione va da due settimane ad un anno, a seconda della specie colpita, al punto di inoculazione e alla quantità di virus inoculato.

Quali animali possono contrarre la rabbia?
Solo i mammiferi.
In Europa la maggior parte dei casi riguardano la volpe, in misura minore vengono colpiti tassi, faine, erbivori selvatici, cani, gatti, bovini, equini e ovicaprini.

Quali i segni della rabbia?
il primo segnale è la modificazione del comportamento: l’animale selvatico perde la naturale diffidenza verso l’uomo e tende a muoversi anche nelle ore diurne, gli animali normalmente mansueti presentano fenomeni di aggressività, si possono osservare difficoltà nella deambulazione, paralisi ed infine morte.
Due le fasi che distinguono il processo patologico:
FASE DI RABBIA FURIOSA O ECCITATIVA: aumento progressivo dell’agitazione e dell’aggressività fino ad arrivare ad uno stato convulsivo.
FASE DI RABBIA PARALITICA O DEPRESSIVA: progressiva perdita di reattività e movimento, fino ad arrivare alla paralisi.

Quali precauzioni vanno prese?
Bisogna evitare contatti con animali selvatici sconosciuti anche se si dimostrano socievoli. Se si nottano attegiamenti strani in animali selvatici è utile segnalare il caso ai Veterinari delle aziende sanitarie locali, alla Polizia Locale o al Corpo Forestale.
Gli animali domestici anche se vaccinati , nelle aree interessate, non devono essere condotti nei boschi o al di fuori dei centri abitati, il movimento di uomini e animali domestici nell’habitat silvestre può spingere gli animali infetti a muoversi verso nuove aree facilitando la diffusione del virus.

Cosa fare in caso di morsicatura?
E’ bene sottolineare che non esiste una cura per la rabbia, ma soltanto prevenzione. Nel caso di morsicatura da parte di animali sensibili alla rabbia in territori a rischio, rivolgersi immediatamente al pronto soccorso per le cure del caso e, se indicato, per il trattamento vaccinale post contagio. Al momento della morsicatura, per ridurre il rischio di infezione. lavare bene la ferita con abbondante acqua e sapone per almeno 15 minuti. Sarebbe utile individuare l’animale morsicatore per la sorveglianza sanitaria.

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