Animali e scuola.

L’approccio consapevole con gli animali deve iniziare a scuola
                          Ragazza-con-cane-Posters

Riprendo, visto che siamo in tempi di scuola, un tema a me molto caro e sul quale ho scritto parecchio e chiesto più volte a politici, ministri, sottosegretari, provveditori agli studi e consigli dei genitori una riflessione. Tutto inutile ovviamente. Si vede che mia proposta di introdurre nelle scuole un corso sugli animali domestici e selvatici è sembrata balzana. 

Piccola premessa: volenti o nolenti, con vari tipi di bestiole si ha a che fare e si entra in contatto. Non è necessario pensare a chi si inerpica per sentieri alpini e, beato lui, vede camosci stambecchi e magari l’orsa con i piccoli, ma sarà sufficiente pensare che nel campetto dove si va a giocare a calcio o nel percorso “verde”, dove si va a fare passeggiate e jogging in piena città, è possibile incontrare dalla biscia, al ramarro, dal calabrone al bombo, dalla zanzara tigre alle zecche, oltre ovviamente a cani, gatti, uccelli di varia natura e in varie condizioni sanitarie.

 

Mentre si va in cantina a prendere la bottiglia di vino, o mentre si smuove un ciottolo sul vialetto di casa, può capitare che esca allo scoperto un ragno di notevoli proporzioni o uno scorpioncino. Per chi sta in campagna (beato lui) l’incontro con topi, ratti, arvicole e altri roditori non è per nulla un’eccezione.

Come comportarsi dunque di fronte a un grosso cane randagio che si avvicina a breve distanza? Come aiutare un cane che è finito sotto una macchina, senza danneggiare lui e noi? Il rettile che scivola sullo stradello collinare sul quale si sta passeggiando è una banale biscia o una vipera che merita un po’ più attenzione? Il grosso ragno uscito da sotto il ciottolo o entrato in casa è pericoloso o no? E lo scorpioncino nero?
Mentre si propongono corsi di addestramento per proprietari che hanno cani impegnativi (cosa poi sia un cane impegnativo non è dato sapere), a nessun ministro è mai venuto in mente che tra l’ora di cucito e quella di origami, ci potrebbero anche stare benissimo, nelle scuole dell’obbligo, un paio d’ore mensili obbligatorie sul “rapporto con gli animali domestici e selvatici”.

Un paio di domeniche orsono sono andato a fare una scampagnata con amici che avevano al seguito bambini: uno di loro è stato punto da una vespa. Non era allergico, quindi un po’ di dolore e gonfiore e finita lì. Certo che se non portava una camicetta gialla evitava lo sgradito incontro: api, vespe e calabroni adorano il giallo di molti fiori. Però, bisogna saperlo, come bisogna sapere che di fronte al cagnone che si avvicina non bisogna voltare le spalle, correre e urlare, il modo migliore per farsi azzannare.

Si insegnano tante sciocchezze a scuola: possibile che nessuno pensi all’utilità di sapersi rapportare correttamente con gli animali che possiamo incontrare ogni giorno sulla strada di casa…

 di Oscar Grazioli                              

Già, caro Oscar la tua ultima frase mi ha fatto venire in mente che c’è una cosa che non sono mai riuscito a comprendere… i dirigenti scolastici e la maestre portano i bambini in gita in quei LAGER per animali chiamati zoo o zoo-safari, e non li portano mai in un prato o in un bosco… o in un canile-gattile. I primi animali che i bimbi dovrebbero conoscere e RISPETTARE sono quelli con cui abbiamo a che fare e vediamo tutti i giorni… cani, gatti, passeri, rondini, merli, scoiattoli, lucertole, farfalle, coleotteri, ragni, eccetera eccetera…    miacis

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2 Risposte to “Animali e scuola.”

  1. Elisabetta Origlia Says:

    Nella mia classe vive un coniglio testa di leone,siamo tutti molto contenti di questa simpatica compagnia ma purtroppo ci dicono che la legge lo vieta.
    Il mio cane è stato molto utile per insegnare ai miei alunni ad avere a che fare con il cane ma non sempre viene compresa questa importanza, sono stata contenta di apprendere che esistono altri che danno battaglia perchè gli animali entrino nell’educazione delle nuove generazioni.
    Se poteste dirmi dove reperisco la legislazione per gli animali a scuola perchè insegno da 3o anni nella scuola pubblica e un tempo pesci, criceti, terrari erano pratiche legittime, cosa è successo?

    • Ciao Elisabetta, le ministre Michela Vittoria Brambilla e Mariastella Gelmini stanno lavorando insieme affinché nelle scuole vengano istituiti dei corsi per sensibilizzare i più piccoli al rispetto per la natura e il mondo animale.
      Il progetto è solo agli inizi e probabilmente riguarderà solo le scuole dell’obbligo, ma l’opinione pubblica già si divide: c’è chi è favorevole e vorrebbe introdurre la nuova materia anche nei programmi delle scuole superiori e chi invece ritiene che sia un provvedimento esagerato.
      Secondo noi non può essere che un’ottima iniziativa, i bambini oltre ad imparare a prendersi cura e rispettare gli animali, avranno un riscontro positivo anche sulla loro salute.
      Coloro che hanno la possibilità di crescere accanto ad animali domestici, hanno dei benefici nelle fasi dello sviluppo, visto che il loro contatto stimola le difese immunitarie dell’organismo.
      Come dimostrano le ricerche scientifiche condotte negli USA, i bambini cresciuti ha contatto con un cane o un gatto, una volta adulti sono meno soggetti a soffrire di allergie e di asma.
      Quindi non possiamo far altro che sperare che l’idea di Michela Vittoria Brambilla e Mariastella Gelmini venga portata a termine nel migliore dei modi… saluti, miacis

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