Gli animali hanno il diritto ai farmaci contro il dolore.

Il trattamento del dolore, negli animali, è stato per anni ampiamente sottovalutato. D’altro canto, anche in campo umano, il nostro paese è tra i minori dispensatori di oppioidi (morfina e simili) per uso terapeutico al mondo, il che è una vergogna, perché il dolore, se non opportunamente curato, può essere devastante, sia dal punto di vista fisico che psicologico.


Anche cani e gatti sentono il dolore – Vecchi e sbagliati concetti, attribuibili al positivismo pseudoscientifico, pretendevano che gli animali, o fossero incapaci di sentire il dolore o ne avessero una percezione assolutamente inferiore rispetto all’uomo. Quella che, in termine tecnico, si chiama “soglia più alta”. In realtà, se ancora abbiamo scarse conoscenze sulla percezione dolorifica degli animali “inferiori” (insetti, crostacei, anellidi ecc), sappiamo tuttavia che anche loro hanno centri e cellule deputate alla sensibilità algica, magari disposte in zone non usuali per i mammiferi. Questo però non vuol dire che siano incapaci di “sentire”.
Gli animali non hanno la percezione di quando il male possa cessare – A maggior ragione, negli animali evolutivamente molto vicini a noi, quali il cane, il gatto, il cavallo ecc. la soglia al dolore è molto simile alla nostra, anzi, spesso è diminuita (quindi il dolore è percepito maggiormente) dal fatto che, non avendo le nostre possibilità di elaborazione e raziocinio mentale, non ne capiscono l’origine e soprattutto non hanno la percezione di quando possa diminuire o cessare. Se noi abbiamo male a un dente sappiamo che sarà un dolore passeggero: una volta andati dal dentista, o assunti i dovuti farmaci, questo in breve tempo cesserà. Se un gatto ha dei denti cariati e dei nervi scoperti, a parte la difficoltà di farlo capire, avverte un dolore intenso e continuo al quale, in qualche modo, giocoforza si abituerà ma che ne potrà cambiare addirittura il carattere, rendendo un animale, che possedeva un temperamento tranquillo, aggressivo.
L’anestesia durante gli interventi – E’ soprattutto durante gli interventi chirurgici he il controllo del dolore assume un’importanza ancora maggiore. La chirurgia implica quasi sempre un dolore profondo, specie se sono interessati certi apparati, come quello muscoloscheletrico, l’occhio o gli organi della cavità addominale. Per quanto, negli ultimi vent’anni in campo veterinario, si siano fatti passi da gigante, ancora oggi troppe strutture operano senza l’ausilio di un esperto di anestesia e analgesia, utilizzando farmaci in grado soltanto di intontire l’animale e farlo stare fermo, in modo che l’operazione possa essere condotta a termine. Questo non ha nulla a che fare con un’anestesia generale vera e propria che contempla, oltre alla perdita di coscienza, l’analgesia e il miorilassamento.
Oppioidi anche per gli amici a 4 zampe – Il trattamento del dolore deve iniziare durante la premedicazione proseguire durante l’intervento vero e proprio e protrarsi nel postoperatorio, se necessita anche per giorni. Oggi i veterinari hanno a disposizione gli stessi oppioidi che si usano in campo umano e, visto che gli animali d’affezione rispondono in modo abbastanza simile, è ingiusto (se non delittuoso) privarli di un simile supporto che renda l’intervento meno traumatico e stressante possibile.

di Oscar Grazioli        fonte: Tiscali Animali            miacis

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15 Risposte to “Gli animali hanno il diritto ai farmaci contro il dolore.”

  1. isabella Says:

    Mi chiedo sempre, quando guardo gli animali, perchè io non riesca a capirli meglio. é un limite terribile, noi ci esprimiamo a parole, loro no. Ciò rende fondamentale la possibilità di parlare al posto loro, di assistere agli interventi che subiscono, di controllare, laddove possibile, che cosa viene messo in atto. Tempo fa lessi un libro di una giovane donna che restò paralizzata per mesi. Si intitola “io parlo” :Leggetelo, vi avvicinerà alla probabile frustrazione che provano i nostri amici a 3 zampe (Ci sono anche i libri scritti dagli e sugli autistici…….illuminanti.)

  2. Scusate, ho letto il post e mi viene una rabbia infinita. Pochi minuti fa’ mi e’ arrivata la telefonata di un caro amico con la voce rotta dal pianto mi dice che la sua cagnetta Tequila di nove e’ morta. Operata da un sedicente veterinario, pare che avesse un infezione all’utero (perche’ mai accoppiata), l’intervento risulta essere andato bene. Solo che tequila comincia a stare male dopo. Il medico va a casa dice che ha forti dolori all’addome ma non possono somministrare antidolorofici perche’ non ne’ esistono per i cani. Come non ne esistono????Tequila si spegne alle 4 del mattino successivo per infarto (forse) stressata dal dilaniante dolore. Vorrei sapere se e’ vero che non esistono antidolorifici. Vi ringrazio. Antonella.

  3. Esistono eccome!!! Ovviamente non posso fare i nomi dei farmaci, ma ti garantisco che in in canile e in gattile si usano regolarmente!
    Forse non ne esistono di specifici per gli animali, ma parecchi degli antidolorifici per gli umani vanno bene anche per i cani e i gatti. Come narra il post, oggi i veterinari hanno a disposizione gli stessi oppioidi che si usano in campo umano ai quali gli animali rispondono bene ed è crudele e delittuoso privarli di un simile aiuto.
    Quel veterinario andrebbe messo in una gabbia di linci… (linciato)

  4. sono d’accordo anch’io

  5. La mia pelosa ha un tumore alla lingua e sta prendendo un antidolorifico (altadol) non potrebbe andare avanti se non lo prendesse! il problema è che esistono veterinari che potrebbero fare tutt’altro mestiere…..sono come tutti quelli che dicono…”ma è un cane!!!”
    Ne approfitto per chiedere se l’antadol può portare sangiunamento dalla bocca o è il naledetto tunore che si sta evolvendo? grazie

  6. Salve, ho letto brevemente queste vostre sentite righe …mentre cercavo sulla rete il nome di qualche analgesico, chimico, di libera vendita (senza ricetta) per cani e gatti..se qualcuno di voi avesse qualche suggerimento sarebbe ben gradito! Già che ci sono e per dovere professionale, sono un veterinario, vorrei avvertire che solo alcuni antidolorifici per uso umano possono essere usati, a dosaggi differenti (e non relativi solo al peso dell’animale), nel cane e nel gatto..vi consiglio di consultare cmq e sempre un veterinario perchè, in modo particolare per il gatto, alcuni farmaci fatti per noi ..per loro possono essere ESTREMAMENTE TOSSICI. Un’ultima cosa.. anche per il dolore, parlo per esperienza quotidiana (sia professionale che personale), un buon rimedio omeopatico, o anche omeotossicologico, possono donare un gran sollievo ai nostri animali (senza tutti quegli effetti collaterali dei farmaci convenzionali)
    Un saluto a tutti,

    Andrea

  7. Io ho finito molti post con le parole: ” consultate sempre prima il vostro veterinario… NO FAI DA TE!” e giuste puntualizzazioni come la tua sono sempre molto ben accette, grazie Andrea, vieni a trovarci ogni tanto…

  8. ho letto queste pagine alla ricerca di un nome di antidolorifico adatto per la mia gattina di 11 anni che sta morendo lentamente di insufficienza renale e vorrei poterle alleviare le sofferenze. non mi date nomi però. quale possiamo usare??? rispondete presto per favore.

    • Ciao Meg, non possiamo dare nomi… non è corretto, devi comunque consultare un veterinario per la posologia… va in base al peso, alle condizioni dell’animale e al tipo di patologia… non dobbiamo sostituirci ai Vets! Il “fai da te” può essere molto pericoloso… saluti, miacis

  9. stavo leggendo… attenzione agli antidolorifici negli animali, somministrarli sicuramente si ma dietro consiglio veterinario. Ma gli oppioidi, la morfina ad esempio , puo’ essere somministrata al posto degli antinfiammatori in un cane anziano con insufficienza renale e patologia cardiaca ?

  10. salve sono la padroncina di whisky che 2 gg fa se nè andato lasciando nel mio cuore 1 vuoto immenso. aveva la prostata rovinata e 2 ernie all ano. aveva 12 anni e il veterinario ci ha detto che doveva essere operato subito. non ci ha garantito che dopo l operazione il cane sarebbe sopravvissuto ma la cosa sconvolgente è che x fare 1 inervento mi ha chiesto 2.000,00 euro. ora mi chiedo : è possibile pagare tutti questi soldi x salvare 1 vita? e se nn ci sono questi soldi? è orribile, il mio amico a 4zampe è morto e io ho il peso sul cuore xke nn ho potuto…. xdonami whisky

    • Ciao Emy, buongiorno…
      mi spiace per la perdita del tuo amico a quattro zampe, capisco e accolgo le tue perplessità ma ho l’esigenza di sottolineare che ad oggi il nostro sistema, sanitario intendo, non prevede la gestione veterinaria e questo carica il privato del costo complessivo di ogni intervento, dal farmacologico al chirurgico, ed è triste ammetterlo ma noi come gestori di un canile evidenziamo sempre l’importanza della dimensione economica al momento della richiesta di adozione, proprio perchè nessuno può prevedere cosa potrà accadere… dalle sole vaccinazioni e controlli periodici si evince la dimensione economica legata alla gestione di un animale, e se un cane o un gatto o altro animale da compagnia dovesse rompersi una zampa? i costi per una chirurgia sono veramente alti, e se si presentasse un tumore o problemi di altra natura? spese altissime da sostenere… La tua testimonianza dovrebbe farci riflettere sull’impegno che comporta la convivenza con un animale!!! Noi restiamo fiduciosi che un domani, prossimo speriamo, la gestione dei nostri amici pelosi possa essere inserita all’interno del servizio sanitario nazionale. Un caro saluto

    • paola Says:

      vi leggo solo ora e condivido e aggiungo che quando si ammala un compagno peloso sappi che devi spendere molti soldi una risonanza costa 600 euro ed è un salvezza farlo per casi disperati ma i costi sono elelvati, ci sono forme di pagamento con finanziamenton in alcune cliniche se non riesci a curarlo con il tuo veterinario e la faccenda si fa grave quando sei costretto a lasciarlo in cura o solo quando vuoi sterilizzare il tuo cane ti rendi conto che il cane è ancora purtroppo un bene di lusso perchè è un lusso curarli. buona vita a tutti

  11. Sono d’accordo, questi poveri animali hanno tutto il diritto di non soffrire, per questo occorre lavorare di piu` su questa materia.

  12. gino dardi Says:

    sarebbe forse ora che si instaurassero cause civili di responsabilità professionale nei confronti di veterinari che non agiscono con la necessaria diligenza, come del resto avviene nei confronti dei medici.

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