Il linguaggio dei cani

Profondo rispetto per l’intelligenza dei cani, tuttavia i cani non impareranno mai il nostro linguaggio. Come già detto, per comunicare efficacemente con i nostri animali dobbiamo quindi essere noi a imparare il loro linguaggio. Per riuscire in questa impresa bisogna però avere una mente aperta e un profondo rispetto per il cane senza mai considerare l’animale un essere inferiore. I cani, a differenza degli uomini, condividono un linguaggio universale, una lingua silenziosa e potente, basata su alcuni principi che influenzano il loro comportamento. Per capire i principi di questo linguaggio dobbiamo prima comprendere la società all’interno della quale i nostri cani credono di vivere.

Il modello di questa comunità è il branco di lupi.

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Nonostante l’aspetto e lo stile del cane moderno siano quanto mai lontani da quelli del suo antico avo, secoli di evoluzione non hanno soppresso i suoi istinti basilari su cui si fondava la vita di quell’originaria comunità. Due forze immensamente potenti guidano la vita del branco dei lupi: l’istinto di sopravvivenza e l’istinto riproduttivo. Per reggiungere questi obiettivi il lupo ha elaborato un sistema gerarchico rigido ed efficace, che si ritrova anche in altre specie animali. Ogni branco è costitutito da leader e subordinati. In cima a questa piramide gerarchica c’è la coppia Alfa.

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E’ la coppia Alfa che deve assicurare la sopravvivenza del branco in virtù della propria forza, salute, intelligenza ed esperienza. Sono loro che dominano e decidono ogni azione del branco e non mancano di ribadire il proprio status esercitando la loro autorità. La coppia Alfa inoltre è l’unica a riprodursi. La comunità umana si è sviluppata in modo diverso, secondo principi che riteniamo più democratici. A volte ci si chiede però se non siamo stati forse noi e non i nostri cani a prendere la strada sbagliata. Possiamo davvero fidarci dei nostri capi? Quanti di noi hanno mai incontrato quelli giusti? All’interno del branco non esistono queste incertezze. La coppia Alfa controlla e dirige la vita del branco e tutti accettano le regole senza discutere. Ogni membro subordinato è soddisfatto di conoscere il posto che gli compete e le funzioni a lui assegnate all’interno di questo ordine rigido. Ciascuno vive felicemente sapendo di ricoprire un ruolo vitale per il benessere del branco. La gerarchia del branco viene costantemente rinforzata attraverso comportamenti fortemente ritualizzati. la natura sempre mutevole della vita del branco, dove sia gli Alfa sia i subordinati vengono spesso uccisi o sostituiti perchè anziani, rende indispensabile queste pratiche. Per quanto riguarda i discendenti odierni del lupo, i cani, si possono individuare quattro rituali che racchiudono in sé gli istinti del branco e che non sono andati perduti. La loro conoscenza è fondamentale per tutto quanto seguirà. non sorprende che la coppia Alfa sia dominante durante la caccia e la consumazione del cibo. Il cibo rappersenta il bisogno fondamentale del branco, la sua stessa sopravvivenza dipende da quello. Grazie alle sue qualità la coppia Alfa dirige la ricerca nei nuovi terreni di caccia. quando la preda viene individuata è la coppia Alfa a condurre la caccia e a dirigere l’uccisione. Mai come in quell’occasione si evidenzia la carica decisionale del leader. Una volta uccisa la preda, la coppia Alfa ha la precedenza assoluta nel cibarsi. La sopravvivenza del branco dipende infatti dall’ottima condizione fisica della coppia leader. Solo quando sono soddisfatti e segnalano di avere finito di nutrirsi, anche gli altri possono mangiare, sempre seguendo uno stretto ordine gerarchico: dai più anziani ai più giovani. Tornati alle tane, i cacciatori nutrono i cuccioli e i lupi che sono rimasti a custodirli rigurgitando una parte di cibo. L’ordine gerarchico è assoluto e irrevocabile. Un lupo attaccherà qualunque animale cerchi di mangiare prima di lui. I legami di sangue tra i membri del branco non feremeranno la coppia Alfa dall’aggredire chiunque cerchi di infrangere il protocollo e di evitare l’ordine. La coppia Alfa ripaga il rispetto del branco assumendosi la responsabilità totale del suo benessere. Ogni volta che il pericolo incombe, è compito della coppia Alfa proteggere la comunità. E’ questa la terza situazione in cui viene ribadito l’ordine naturale del branco. La coppia Alfa si muoverà da leader senza alcuna esitazione. Reagirà al pericolo scegliendo fra tre opzioni: fuggire, immobilizzarsi e ignorare la minaccia o combattere. Qualunque sia la risposta scelta dalla coppia Alfa , ancora una volta il branco sosterrà fino in fondo i suoi capi. Il quarto rituale chiave viene messo in atto quando il branco si ricostituisce dopo essersi temporaneamente sciolto per qualsiasi motivo. Allora la Coppia Alfa riafferma il proprio dominio ricorrendo a segnali bem chiari. La coppia possiede un proprio spazio personale, una zona di comfort in cui rifugiarsi. A nessun altro lupo è permesso introdursi in questo spazio, a meno che non sia stato invitato. Rifiutando o accettando l’attenzione di altri membri che desiderano entrare in questo spazio, la coppia Alfa ristabilisce il proprio primato sul branco, senza mai fare ricorso alla crudeltà o alla violenza. Noi li consideriamo solo animali da compagnia, ma i nostri cani sono ancora convinti di essere parte attiva in una comunità strutturata secondo principi che discendono direttamente dal modo in cui i lupi si organizzavano nel branco. Questa potrà essere costituita dalla sola coppia cane-padrone o da più familiari e più animali, ma il cane crederà sempre di far parte di un gruppo sociale dominato da un ordine gerarchico cui bisogna assoggettarsi. In particolare, tutti i problemi che nascono con i nostri cani scaturiscono dalla loro convinzione di essere i leader del branco. Nella nostra società moderna, siamo abituati a considerare i nostri cani come eterni cuccioli, li nutriamo e ci prendiamo cura di loro in modo che non debbano mai provvedere a se stessi. Per questo non dobbiamo mai assegnare al cane la responsabilità di essere il membro Alfa del branco: perchè non sono in grado di fronteggiare le situazioni difficili. Questo tipo di responsabilità li sottopone ad una pressione immensa e li spinge ai comportamenti devianti che spesso capita di osservare.

Tratto da: Ascolta il tuo cane (Jan Fennel)

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