il Cane, cenni storici

miacis.jpgIl cane appartiene ad una famiglia di animali ad esso simili chiamati Canidae ( canidi ). Altri membri della famiglia sono i lupi, le volpi, i coyote, gli sciacalli e i cani selvatici cacciatori. Oggi sappiamo che l’incredibile varietà di razze esistenti sono il risultato dell’intenso allevamento dei primi cani da parte dell’uomo, assieme agli effetti della mutazione genetica. Il più antico antenato dei canidi è il Miacis, che viveva nelle foreste sessanta milioni di anni fa. Piccolo animale simile ad una donnola, con un corpo lungo e flessibile, con la coda lunga e zampe corte.


Attorno a 35 milioni di anni fa, il Miacis aveva dato origine ad una grande varietà di canidi primitivi. Sono note 40 varietà di questi, tra cui alcuni simili agli orsi, altri simili a iene, altri ancora molto somiglianti ai cani odierni. Il primo vero Canis fece la sua apparizione tra cinque e i sette milioni di anni fa.

Cominciava a camminare su quattro delle sue dita e aveva un piede più compatto, ideale per inseguire la preda. All’inizio del periodo quaternario,, un milione di anni fa, un lupo primitivo, l’etrusco, vagava per l’Eurasia.

Studi recenti suggeriscono che il lupo etrusco possa essere stato un diretto progenitore del cane domestico come pure i lupi odierni, compresa la piccola sottospecie del Medio Oriente e dell’India, Canis lupus pallipes, più vicino al cane di qualunque altra sottospecie di lupo.

La vecchia idea che i cani si siano evoluti dagli sciacalli, dalle volpi o da incroci tra sciacallo e lupo è stata abbandonata. Ora molti ritengono che l’antenato diretto sia stato probabilmente un animale simile all’attuale lupo grigio.

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2 Risposte to “il Cane, cenni storici”

  1. La questione è un pò controverasa… alcuni studiosi sostengono una tesi, altri un’altra… al Miacis seguirono dando origine a due distinti rami filogenetici l’ HOLOPHONEUS e il DINICTIS, dal primo discesero gli Smilodon (Tigre dai denti a sciabola) destinati ad una rapida estinzione, dai DINICTIS, molto più piccoli e quindi adattabili alle modificazioni ambientali si evolsero tutti gli attuali mammiferi carnivori: Felidi, Canidi, Mustelidi, Procionidi e Ursidi. Per quanto riguarda i felini, passando dallo PSEUDAILURUS al PROAILURURUS si arrivò infine ai primi Gatti Moderni: il Gatto di Martelli, successivamente estinto, ed il Gatto di Pallas da cui hanno origine i felini che oggi abitano le nostre case e i nostri cortili.

  2. Il cane è sicuramente l’animale domestico più diffuso e riveste un ruolo importante nella società umana. Una simbiosi così profonda, sia sul piano pratico che su quello emotivo non trova riscontro in nessun altro animale domestico. Esisteva, circa 60 milioni di anni fa, un piccolo mammifero carnivoro simile alla donnola che è considerato il progenitore dei canidi, il Miacis. Nel corso dei millenni dal Miacis derivarono molte specie di canidi.

    Secondo C. Darwin il cane non discendeva da un solo antenato ma da diverse specie di canidi: il lupo, il coyote e vari tipi di sciacalli. K. Lorentz invece affermò che il cane derivava da varie specie di lupi, diversi fra loro per grandezza e colore del mantello. L’organizzazione sociale del lupo, infatti, è del tutto identica a quella del cane, aspetto che non si riscontra nel coyote o nello sciacallo. E’ stato provato che cani e lupi (e in certe circostanze anche coyote e sciacalli) si possono accoppiare tra loro e, secondo la scienza, due specie interfeconde sono la stessa specie. Le origini del cane però sono ancora circondate dal mistero. Si pensa che sia stato reso domestico fra 12000 e 15000 anni fa. Sta di fatto che ad un certo punto la strada dei cani selvatici e quella dell’uomo si sono incrociate. Il lupo, come abbiamo detto, è considerato il più probabile progenitore del cane domestico. La distribuzione geografica dei resti fossili fa pensare che l’addomesticamento sia iniziato in tempi e luoghi diversi. L’uomo viveva in zone popolate dai lupi, e forse cuccioli di lupo vennero adottati dagli uomini, che iniziarono ad addomesticarli. Non è nemmeno da scartare la teoria secondo la quale alcune specie di canidi abbiano seguito l’uomo per cibarsi dei suoi avanzi e se un branco di cani stava accucciato nei pressi di un accampamento l’uomo riposava tranquillo sentendosi al sicuro dagli attacchi di animali feroci. Con l’addomesticamento del cane e con l’affinarsi delle tecniche di caccia l’uomo riuscì a garantirsi la sopravvivenza alimentare, nacque così l’esigenza di selezionare un cane dotato di migliori capacità di difesa e guardia delle abitazioni, di conduzione e di protezione delle greggi e delle mandrie. Iniziò allora il rapporto di stima e collaborazione che ha fatto divenire il cane il miglior amico dell’uomo.

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