“Animali non bestie!”

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Negli ultimi anni, il dibattito sulla sofferenza degli animali è stato posto al centro della questione dei diritti animali. Se infatti il diritto fondamentale rimane il rispetto della vita di tutti i viventi, non si può negare che riuscire a limitare la sofferenza indotta dagli esseri umani rappresenterebbe certamente un primo passo in avanti…

La vera prova morale dell’umanità è rappresentata dall’atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l’umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono (Milan Kundera).

Association Valdotaine pour la Protection des Animaux

…stiamo lavorando per loro.

Un ringraziamento speciale a tutti i sostenitori della nostra causa!

Danilo

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17 Risposte to ““Animali non bestie!””

  1. chiunque passi in questo blog, ricordatevi sempre che quando noi siamo al lavoro o in giro ha fare shopping, loro sono chiusi dentro un box. quando il fine settimana siamo a cena con amici a divertirci, loro sono chiusi dentro un box. quando siamo in vacanza al mare o in montagna, per i nostri amici a 4zampe non cambia nulla, sono sempre li, dentro un box. pero’ voi, con l’adozione a distanza, potete cambiare anche se solo parzialmente, la vita’ di questi cani…. dedicando qualche ora settimanale a chi darebbe la vita’ per voi………ALLORA NON ESITARE, AIUTIAMOLI.

  2. Grazie Max… tutti gli amici ringraziano!

  3. Federica e Francesca Says:

    Grazie Max per le tue belle parole che arrivano diritte nel posto giusto e cioè nel cuore. Io e Francesca vorremmo solo aggiungere che ci si avvicina al canile magari per curiosità, poi per dare un piccolo aiuto a dei cani più sfortunati di altri, ma ci si ritorna per la loro compagnia e il loro affetto. Noi lo consigliamo a tutti, in particolare alle persone “e oggi sono veramente tante” che a volte si sentono un po’ sole e provano magari un certo fastidio ad occuparsi di cose superficiali! Lì c’è affetto gratis a valangate! Provare per credere! Se decidete per un’adozione a distanza ricordate però di mantenere l’impegno perchè in caso contrario i vostri amici subiranno un altro abbandono.

  4. isabella Says:

    La sofferenza che molti “umani”??????? infliggono agli anima-li (che al contrario degli uomini un’anima ce l’hanno già nel nome) nasce dalla ignobile sfrontatezza di credersi superiori a tutti gli altri esseri del creato. Allora io mi chiedo, ma fra un cane che se ti rivede dopo mesi ti riconosce e ti fa un mucchio di feste e un essere umano che ignora il bisogno di un amico, fra un animale che protegge i suoi cuccioli anche a costo della vita e un umano che butta il proprio figlio nel cassonetto. ……………………..chi è superiore? Allora amici, noi animali in grado di articolare parole usiamole per aiutare quelli che la natura ha costretto al silenzio, diamo voce alla loro sofferenza, gridiamo sempre più forte e forse, alla fine ascoltaranno.

  5. Prendendo spunto da ciò che scrive Isabella (e che sottoscrivo in toto), io non ho mai avuto dubbi su chi è superiore… ovvio, GLI ANIMALI!
    Tra umani che gettano i loro neonati nel cassonetto o peggio ancora li
    sottopongono a sevizie e una gatta che sfida la morte per salvare i suoi 3 cuccioli da un incendio, per poi stramazzare a terra moribonda sul marciapiede una volta completato il salvataggio ( e successivamente salvata anche se con gravissime ustioni), CHI E’ SUPERIORE?
    Tra le donne della fascia equatoriale africana, che fra i 16 e i 60 (sessanta!) anni partoriscono in media 8 figli a testa (dati della FAO) ed hanno il nulla intorno a loro per sfamarli, ed una leonessa che negli anni di particolare siccità e conseguente scarsità di prede, non si lascia ingravidare dal maschio perchè sà che non potrà in seguito nutrire i suoi
    cuccioli… CHI E’ SUPERIORE!
    Leggo sul vocabolario alla voce UMANITA’ : “…sentimento di fratellanza e soliderietà tra gli uomini…” bè vi dico che L’ANIMALITA’ anche se non compare sul vocabolario, è 100 volte più forte e potente, è pura, disinteressata, priva di secondi fini.
    Purtroppo rimango profondamente pessimista, poichè per ogni Max, Isabella, per ognuna di quelle fantastiche persone che ogni giorno lavorano nel gattile e nel canile e per ognuna di quelle altrettanto meravigliose persone che vengono a portare a spasso i cani o si prodigano per migliorarne le condizioni di vita, per ognuna di queste persone appunto, ce ne sono cento che maltrattano gli animali, li picchiano selvaggiamente scaricando le frustrazioni della loro stupida vita, li uccidono per divertimento, li fanno a pezzi vivi nei laboratori per scopi privi di significato.
    Anche qui in valle esiste una categoria di persone (non posso essere più preciso o rischio una o più querele ) che dovrebbe avere il massimo rispetto degli animali ed invece il 70% circa di costoro è tra i peggiori nell’accudire e curare i propri animali, macchiandosi costantemente di
    nefandezze e crudeltà inenerrabili nei loro confronti, con la complicità degli organi preposti al controllo di queste persone, i quali non chiudono
    soltanto un occhio, ma tutti e due…
    Si Isabella, gridiamo forte, hai ragione, ma la mia paura è che gli altri siano completamente sordi.

  6. Kilmer e Raissa Says:

    Caro uomo, in questa pagina ci è stato fatto un grande dono, quello di poterti scrivere almeno per una volta. Non sarà facile per chi come noi parla solo col linguaggio dei sentimenti, ma proveremo a sfruttare questa opportunità, cercando di venirti incontro ancora una volta affinchè tu possa almeno ascoltarci.
    Rispetta la nostra vita: noi siamo simili a te, perchè abbiamo uno spirito e siamo vivi. Sappiamo soffrire, conosciamo la disperazione e l’indifferenza.
    Non ti chiediamo di dedicare tutto il tuo tempo a noi, non occorre, il tuo sguardo e le tue parole, una carezza ogni tanto e ci farai gli esseri più felici del mondo.
    Rispetta il nostro modo d’essere, non maltrattarci, non deriderci, anche noi abbiamo sentimenti e la tua crudeltà ci ferisce.
    Non abbandonarci dopo anni di vita insieme, conosciamo lo smarrimento, la paura e il dolore.
    ASCOLTACI, perchè anche noi sappiamo parlare, ma il nostro è il linguaggio del cuore, del sentimento e della sensibilità.
    Per capire i nostri pensieri devi usare l’anima, per risponderci solo il tuo amore.
    Non occorre molto per farci felici, in cambio avrai la nostra vita, la nostra fedeltà e la nostra amicizia.
    Uomo, noi siamo gli animali, i tuoi fratelli più piccoli: dovresti avere cura di noi, proteggerci ed invece la tua mano troppo spesso si alza solo per colpirci ed ogni volta la tua crudeltà è sempre più grande.
    Non ucciderci, non sperimentare su di noi inutili torture, non abbandonarci, non infliggerci inutili sofferenze. Non tramutare la nostra esistenza in una tortura continua. Siamo il tuo prossimo come tutto ciò che vive e come te vogliamo solo rispetto e amore.
    Chissà caro uomo se avrai capito questo messaggio: fra poco noi torneremo nel nostro silenzio fatto di pensieri e sensazioni. Ricorda queste parole ogni volta che i tuoi occhi si poseranno su uno di noi, non dimenticare che la vita è vita in ogni sua forma e come tale va amata.

  7. Un cagnolino, in Gran Bretagna, ha sentito così fortemente la mancanza del suo amico gatto, deceduto il giorno prima, che è andato a disotterrarne il corpo e l’ha riportato nel cesto dove entrambi erano abituati a dormire “abbracciati”.
    OSCAR (un Lancashire Heeler di 18 mesi) e ARTHUR (il gatto) erano sempre insieme. ARTHUR, un bel gattone di 16 anni, aiutava il cagnolino dalle gambecortissime a salire sul divano.
    Nel pomeriggio, il cane aveva guardato il suo amico umano scavare una
    fossa nel giardino di casa e adagiarvici la salma di Arthur. Durante la notte
    è uscito dalla gattaiola, ha scavato, ha trascinato il gatto in casa per la stessa via, l’ha pulito perfettamente, l’ha messo nel cesto e si è addormentato vicino a lui.
    Ora Arthur riposa in un luogo più inaccessibile e Oscar, fortunatamente, ha un nuovo piccolo amico con le vibrisse, un micetto che si chiama Limpet. ( fonte “THE TIMES”)

  8. isabella Says:

    Eccomi di nuovo a voi, ho letto le lettere, mi hanno commossa, belle parole, bellissime. Però ora vi provoco e spero che non vi offendiate. A me piace essere coerente, detesto tutti gli abusi sugli animali, e quando dico tutti includo ,naturalmente, anche quelli che in vari tagli, freschi o surgelati, si comprano nei supermercati e nelle macellerie. Tutti gli animali che vanno nei macelli e che saranno poi serviti in tavola non vi fanno pena? Come potete commuovervi fino alle lacrime per i cani che vengono mangiati in cina e non fare altrettanto per i vitelli che si mangiano qui e altrove? Hanno meno diritti perchè non sono animali da compagnia? E chi lo dice? Mio nonno aveva allevato un’oca e quando si avviava verso casa se la vedeva arrivare incontro e poi , quando erano vicini, lei, l’oca,gli circondava il corpo con le ali. Non era amore quello? Però quando fu servita a tavola nessuno versò una lacrima……e perchè avrebbero dovuto? Dopo tutto era solo un’oca!!!!!!!!!!!!!

  9. Circa 45.000 animali ogni anno muoiono sfigurati da rossetti, intossicati da profumi, bruciati da creme e saponi. Eppure sono più di 10.000 gli ingredienti già disponibili per le aziende e molti i metodi alternativi di ricerca.

    Diversi sondaggi in tutta Europa hanno dimostrato che la maggioranza delle persone non crede che sviluppare nuovi cosmetici sia una valida giustificazione per uccidere animali, nonostante ciò si continuano a commercializzare cosmetici sperimentati su animali. Per vivisezione, o sperimentazione “in vivo”, si intende qualsiasi esperimento eseguito su animali. Non tutti gli esperimenti prevedono la dissezione dal vivo, ma sono ugualmente cruenti ed invasivi nei confronti degli animali, per questo, ed anche per ragioni giuridiche, il termine vivisezione è usato come sinonimo del più generico “sperimentazione animale”.

    Ogni anno, solo in Italia, più di 900.000 animali (G.U. n. 279 del 30-11-2001), circa 3.000 al giorno, vengono utilizzati sia nella ricerca di base che applicata. I test a cui vengono sottoposti sono spesso richiesti da leggi antiquate e forniscono risultati inapplicabili all’uomo e di conseguenza, oltre ad essere inutili, hanno di frequente frenato l’impiego di sostanze e tecniche valide, così come hanno causato molti danni, dai meno gravi e diffusi ai peggiori. Le stesse prove vengono ripetute successivamente, con altre forme e tempi, sul destinatario ultimo: l’uomo. Questo avviene dopo i risultati aleatori ottenuti su animali e frequentemente senza fornire alle persone che subiscono la sperimentazione una corretta ed approfondita informazione sui possibili rischi e benefici.

  10. L’italia ha finalmente approvato una legislazione che vieta, entro il 2013, l’utilizzo di animali per i test cosmetici. Un buon traguardo vista la forza della controparte, le grandi aziende cosmetiche, che andranno incontro a gravi problemi organizzativi. Mancano però 5 lunghi anni in cui migliaia di coniglietti con altri compagni subiranno torture continue. Io ho un coniglio di nome Kitti che vive libero in casa, è affettuoso e simpatico e comunque ha diritto come tutti a una vita dignitosa. Una cosa allora possiamo fare con facilità tutti: compriamo solo cosmetici non testati su animali, si trovano in quasi tutte le erboristerie o in negozi specializzati. Costano magari qualche centesimo in più ma la sera possiamo andare a dormire tranquilli sapende almeno di non aver finanziato certe porcherie. Mi rivolgo soprattuto alle donne che devono sapere che ogni rossetto e qualsiasi altro cosmetico viene testato sulle parti più delicati degli animaletti. E’ FACILISSIMO NON ESSERE PIU’ COMPLICI! GRAZIE anche da KITTI.

  11. “La Morte ti fa Bella”
    Sono molte le case produttrici di cosmetici che testano i prodotti sugli animali. Prodotti per la bellezza per i quali vengono torturati e a volte geneticamente modificati animali-cavie. Il fronte antivivisezionista ha lanciato numerose campagne di boicottaggio nei confronti di queste aziende, il cui nome è reso pubblico in numerosi siti web. Se, pur sbagliando, la vita animale è considerata di minor importanza rispetto a quella umana e quindi si possono giudicare “giuste” le sperimentazioni farmaceutiche, lo stesso può valere per quelle finalizzate alla creazione di prodotti per la cosmesi? Anche una ruga può essere più importante di una vita animale?

    Un grazie a Fede e Kitti

  12. isabella Says:

    Ciao a tutti, personalmente ho smesso anche di fare tinture ai capelli (non voglio contribuire all’inquinamento) e voi lo sapete!!!!!!!!!!!!!! 🙂 non mi trucco e compro tutti i prodotti che mi servono (anche quelli per le pulizie) in erboristeria. Allora, direte voi, cosa vuoi? E’ che queste notizie girano da anni, molti lo sanno, moltissimi fanno orecchie da mercante. Ma noi che amiamo i nostri amici a 4 zampe,se davvero vogliamo smuovere le acque dobbiamo fare un ragionamento globale che sia contro qualsiasi forma di crudeltà sugli animali altrimenti non siamo credibili……..o no?

  13. Un ragionamento in quanto tale può richiedere molto tempo, si arriva per gradi al “ragionamento globale”. E allora chi ha appena cominciato non ha forse anche lui qualche diritto? E quando ci si arriva bisogna tenerselo per sè o tentare di trasmetterlo agli altri? A piccoli passi avvicinandosi agli altri con delicatezza nel momento in cui si capisce che sono pronti ad ascoltare. Non un attimo prima e considerando anche la situazione personale di ognuno. Con il rispetto di quel poco che ognuno di noi può fare, usando più che le parole l’esempio. Funziona benissimo con i figli e con tutti i bambini, io almeno ho avuto ottimi risultati. E per finire sinceramente se riesco ad essere credibile a me stessa sono già molto contenta, esserlo anche agli altri in non è il mio obiettivo.

  14. VOLEVO RICORDARE IN QUESTO SPAZIO, ALCUNI AMICI, CON LA LETTERA (A) PIU’ CHE MAIUSCOLA….. SNOOPY – SALASSO – MAX – PEDRO – POTTER – FRENDZY – DARK – SIGMUND…… SICURAMENTE NE AVRO’ SCORDATI ALTRI, MA SOLO DI NOME. CIAO RAGAZZI.. UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE AL DOTT. BIONAZ, DOTT. MOSCA, E TUTTO LO STUDIO VETERINARIO. PER TUTTO IL LORO OPERATO.

  15. ECCO COSA SUCCEDE IN SPAGNA…………STRAGE DI GALGO
    Pochi conoscono cosa si cela a due passi dal nostro paese…quali riti e tradizioni dietro alla caccia alla lepre
    Per i galgos la vita è, se possibile, ancora più dura I galgos sono i bellissimi e dolcissimi levrieri spagnoli: un po’ più piccoli e leggeri dei greyhounds, anche loro velocissimi ed utilizzati per la caccia alla lepre.
    Anche questi per gli spagnoli non sono cani, ma macchine utilizzate per divertimento.
    Gli orrori sulla sorte di questi disgraziati sono molteplici: gettati vivi nei pozzi, impiccati, trascinati dalle auto, abbandonati nelle campagne con le zampe appositamente rotte a così via; parliamo di centinaia e centinaia di cani, non di qualche caso isolato!
    Nelle regioni più arretrate – Estremadura, Castiglia, La Mancha – in nome delle tradizioni e della Vergine Maria, alla fine della stagione di caccia il cacciatore “doc” (galguero) deve eliminare il più perfidamente possibile il galgo che non lo ha ingrassato a sufficienza acchiappando lepri o che ormai è troppo vecchio. Si sorvola sulle condizioni in cui vengono tenuti questi cani.
    Naturalmente zero controllo nascite, zero vaccinazioni ecc.
    Si pensa che almeno 20000 cani ogni hanno vengano sacrificati, ma potrebbero essere molti di più, non sono cani registrati e vengono fatti riprodurre a dismisura.
    Fortunatamente molte associazioni in Europa, ed una anche in Italia, si occupano di salvarne quanti più possibile trovando loro famiglie adottive e di divulgare questi orrori, promuovendo petizioni ed iniziative di protesta e sensibilizzazione.
    Purtroppo ci sono molti ed ingenti interessi economici attorno a queste situazioni.

  16. giuliana Says:

    max,
    grazie per aver ricordato salasso e….sigmund! il 27 dicembre 2007 è stata proprio una brutta giornata.

  17. DALLA CINA CON FURORE, ECCO IL LORO ORRORE……..Milioni di animali allevati in condizioni brutali e scuoiati vivi: accade in Cina per il mercato internazionale della pellicceria, in particolare quello di Italia, Europa, Stati Uniti, Giappone, Corea e Russia. Un’investigazione e un filmato, realizzati nel 2004 e 2005 nelle principali province cinesi in cui è praticato questo tipo di allevamento (Shandong, Heilongjiang, Jilin, Hebei),resi pubblici oggi dalla LAV insieme all’Associazione Svizzera per la Protezione degli Animali e East International che hanno condotto l’indagine, denunciano orrori inimmaginabili: sul web dedicato http://www.nonlosapevo.com è possibile vedere una breve sequenza video, invitare altre persone a visitare questo sito e firmare la petizione della LAV al Governo italiano per chiedere un bando nazionale all’importazione e al commercio di pelli e pellicce provenienti dalla Cina e l’obbligo di un completo sistema di etichettatura per questi prodotti.

    La Cina è diventata la più grande produttrice ed esportatrice al mondo di pellicce e di manufatti in pelliccia: nel 2004 il valore del commercio di questo tipo di prodotti made in Cina ha raggiunto i 2 miliardi di dollari statunitensi. La Cina produce più di 1 milione e mezzo di pelli di volpi e visoni l’anno, equivalenti all’11% della produzione mondiale di visoni e al 27% della produzione mondiale di volpi, mentre il numero di procioni allevati e uccisi in un anno è di oltre 1 milione e mezzo. Milioni anche i cani e ai gatti uccisi per la pelliccia. Più del 95% dell’abbigliamento prodotto in Cina è venduto in particolare a Europa e Italia, USA, Giappone, Corea e Russia, con l’80% di pellicce esportate da Hong Kong verso Europa, Stati Uniti e Giappone. La Cina importa 5 milioni di pelli di visone e 1,5 milioni di pelli di volpe l’anno: questo corrisponde al 40% di quanto venduto attraverso le aste di tutto il mondo. Molte di queste pelli sono tinte in Cina e poi riesportate.
    Il giro d’affari mondiale derivante dalla vendita di pellicce ha raggiunto, nel biennio 2001-2002, l’importo di 11 miliardi di dollari statunitensi. L’Unione Europea è la più grande consumatrice di pellicce di tutto il mondo; nel biennio 2002-2003, il commercio di pellicce dei Paesi dell’Unione Europea, è stimato in circa 4,5 miliardi di dollari statunitensi.

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