Cani e Ansia… tutto quello che dovreste sapere!
I cani non ragionano come gli umani, ma hanno la capacità di sviluppare un forte attaccamento affettivo e possono soffrire di disordini psicosomatici simili ai nostri. Un’esempio è l’anoressia nervosa, un disturbo correlato all’ansia e già preso in esame. Il sistema nervoso autonomo correlato agli stati emotivi presenta nel cane un’organizzazione del tutto simile a quella riscontrata nel cervello umano; la differenza sta nel modo in cui i cani esprimono l’ansia. I disturbi più comuni legati all’ansia sono sporcare in casa, avere un comportamento distruttivo, la tendenza alla fuga (scavare vicino alle porte e alle finestre), mugulare e abbaiare e, nei casi gravi, l’automutilazione. In quasi tutti i casi, il problema si manifesta quando il cane viene lasciato solo in casa: diventa ansioso e i cosiddetti comportamenti problematici hanno lo scopo di diminuire l’ansia.
Il tipo di comportamento adottato per tranquillizzarsi dipende dal profilo individuale del cane: mentre un soggetto introverso tenderà a mutilarsi e ad indirizzare la tensione su se stesso, un soggetto estroverso sarà incline a distruggere le cose e ad indirizzare la tensione verso qualcos’altro da sé.
Se quando ci si trova difronte a questi comportamenti la risposta alle seguenti domande è SI… “Il cane vi segue di stanza in stanza?” “Dorme nella vostra camera da letto?” “Tenta di entrare in bagno con voi?” “Graffia o abbaia o si lamenta se una qualunque porta si chiude accidentalmente lasciandolo fuori dalla stanza?” “Quando siete seduti, lui è sempre accovacciato presso di voi, magari con una zampa sopra i vostri piedi, o addirittura insiste per venire in braccio?” allora ci troviamo di fronte ad una relazione di tipo morboso, per ciò i problemi sono dovuti al fatto che il cane non sopporta di essere lasciato da solo. Prendere un altro cane non risolverebbe nulla perchè non è la solitudine a causare il problema, ma il fatto che il cane vuole stare insieme alle persone della famiglia e di solito ad un menbro della famiglia in particolare.
Di solito la prognosi in questi casi è positiva. Dato che conosciamo le radici del problema, possiamo riorganizzare la routine quotidiana con il cane in modo da ridurre la morbosità della relazione. Ovviamente, se il cane non può essere lasciato da solo in una stanza mentre il padrone è in casa, allora non c’è speranza di riuscire a lasciarlo in casa da solo. Cane e padrone dovrebbero trascorrere sempre più tempo in stanze separate, iniziando con periodi di pochi secondi per arrivare a periodi molto più lunghi, fino al punto in cui il cane potrà anche esser chiuso fuori dalla camera da letto senza problemi. La riorganizzazione dovrà riguardare anche il modo in cui si esce e si rientra a casa. Di solito, questi cani diventano molto tristi o estremamente iperattivi e disubbidienti quando il padrone si prepara per uscire, alcuni addirittura diventano aggressivi nel tentativo di ostacolare l’uscita. Il risultato è che la partenza diventa una cosa lunga, perchè il padrone tenta di rassicurare il cane depresso o. nel caso del cane aggressivo, tenta fisicamente di uscire dalla porta. Quando il padrone rientra e vede la confusione creata dal cane o sente gli ululati quando è ancora per strada, si arrabbia con il cane. Otteniamo quindi partenze calde e arrivi freddi, l’esatto contrario di quello che vorrebbe il nostro fedele amico. I cani che stanno da soli tranquillamente vanno nella loro cuccia con tutta calma quando il padrone si prepara per uscire (partenza fredda). Quando il padrone rientra, il cane è pronto a salutarlo e si ha una riunione affettuosa (arrivo caldo). Il modo più semplice per portare a termine questo duplice programma è di far capire al cane la sicurezza di una cuccia posta all’interno della casa. Le frustrazioni del cane vanno incanalate nelle direzioni opportune a seconda della tipologia di comportamento che il cane ha adottato per stemperare l’ansia. Limitarsi ad impedire che il cane morda qualcosa non porta risultati a lungo termine; si otterrebbe solo di reindirizzare il bisogno da parte del cane di auto-tranquillizzarsi sull’abbaiare e, forse, anche sull’automutilazione. Allora in questi casi è meglio lasciar masticare e mordere fornendogli un oggetto appropriato. Il programma di riabilitazione dovrebbe dare i primi risultati significativi nel giro di qualche settimana, anche se i casi recidivi sono più lunghi da trattare. Il primo ostacolo è riuscire a far capire al padrone che la fonte del problema è il rapporto che ha instaurato con il suo cane.
Marzo 11, 2008 a 11:19 pm
Che fortuna ho avuto! In un monolocale è impossibile stare in due stanza diverse! Eppure ho il cane equilibrato!
Scherzi a parte, complimenti per l’informazione che fai.
Marzo 15, 2008 a 1:05 pm
Molto interessante, complimenti e grazie!
Marzo 18, 2008 a 2:32 pm
porte..finestre… tutte portano i segni del primo periodo di convivenza con Blanca!!!
taaanta pazienza e soprattutto taaaanto amore hanno risolto il problema: ora quel tesoro sa stare in casa da sola.
Marzo 18, 2008 a 4:59 pm
Ciao Michelle, sono contento che Blanka abbia fatto questi grandi progressi, un grazie per la pazienza e l’amore che le donate…
Giugno 5, 2008 a 10:44 am
Grazie per i preziosi consigli. La lunga chiacchierata di qualche giorno fa con i nostri veterinari ha portato a constatare che la nostra husky soffre effettivamente di ansia da separazione. Mi sono stati consigliati gli ansiolitici, ma prima voglio tentare con le nostre forze. Confido nella sua intelligenza, e nel fatto che lei stessa voglia diventare più indipendente.